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Il vescovo Napolioni
in visita tra i malati
dell'ospedale

di Federica Bandirali

Un saluto, una parola, un sorriso, un abbraccio e una preghiera. La mattinata del vescovo di Cremona monsignor Antonio Napolioni è stata tra i malati e i ricoverati dell’ospedale di Cremona. Prima un incontro formale con i vertici dell’Asst di Cremona, guidati da Camillo Rossi e poi il giro tra i reparti. Il vescovo ha iniziato dal pronto soccorso, dove ha incontrato il direttore Cuzzoli che gli ha spiegato potenzialità e criticità di questo reparto che salva le vite nei momenti di urgenza. Da lì al piano terra, attraverso una rampa di scale, per raggiungere la pediatria.

Monsignor Napolioni ha incontrato il personale infermieristico e di direzione, le volontarie di Abio (Associazione Bambino in ospedale) ma sopratutto è entrato nelle stanze dei più piccoli. “Ciao io sono Don Antonio” ha detto ai giovani pazienti che hanno contraccambiato con un sorriso e un abbraccio. Poi la visita in Terapia Intensiva Neonatale, guidata da Carlo Poggiani: dalle stanze esterne una preghiera per le vite fragili per gli operatori che vivono per dare loro la salute. Al sesto piano, in oncologia, il momento più toccante: una preghiera per i malati davanti agli infermieri e ai medici. Ma sopratutto il contatto con i pazienti: il vescovo si è fermato a parlare con loro, a dire una preghiera e a portare parole di sollievo con un modo dolce e sensibile, legato sempre ai valori della Fede. In cambio, le persone ricoverate hanno dato al vescovo sorrisi di vera felicità che hanno alleviato anche solo per un momento la loro sofferenza.

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