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Sap: 'Criminalità predatoria
aggressiva ma carenza
organico insostenibile'

di Michele Ferro

Il sindacato di polizia Sap di Cremona si è attivato per distribuire nella giornata di giovedì ai poliziotti e a tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine della città delle cartoline dirette al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, contenenti un appello affinché venga in loro soccorso perché “costretti ad operare nel contesto di un apparato della sicurezza ormai debilitato e dove le libertà fondamentali di espressione in dissenso vengono represse finanche con provvedimenti amministrativi costruiti con motivazioni assurde come è accaduto a Roma”.

In una nota il Sindacato autonomo di polizia cita “le pesanti carenze di organico (riduzione di 45 mila unità nelle forze dell’ordine di cui 18mila nella sola polizia di stato), la macroscopica inadeguatezza dell’attrezzatura (caschi marci, armi vecchie anche di 40 anni o poco meno, giubbetti antiproiettile scaduti, auto non efficienti, divise insufficienti, eccetera), il deficit di addestramento (preparazione specifica antiterrorismo per un numero ridottissimo di operatori mentre per gli altri solo con un corso teorico di poche ore), lo sfacelo di molte strutture in cui alloggia e opera il personale e la mancata fornitura di strumenti come spray antiaggressione e videocamere in ogni teatro operativo che possono evitare tante tragedie e altrettanti calvari giudiziari”.

Le denunce del Sap a livello nazionale all’opinione pubblica “hanno prodotto una violenta reazione del Ministero, che ha sottoposto i suoi dirigenti a procedimenti disciplinari, sospensioni dal servizio e deferimenti all’Autorità giudiziaria”.

Il 21 gennaio scorso il segretario generale Gianni Tonelli “ha pubblicamente dimostrato che quanto rivelato dal Sindacato autonomo agli organi d’informazione risponde a pura verità” e da allora “per protesta ha iniziato un rigoroso sciopero della fame rivolgendo un appello al presidente Mattarella perché intervenga a ripristinare i regolari principi di uno Stato di diritto”.

Oltre a questo “per i provvedimenti censori di sospensione dal servizio nei confronti di chi ha denunciato la verità nella sua qualità di rappresentate sindacale, il segretario generale del Sap ha presentato una formale denuncia nei confronti del capo della polizia e del questore di Roma”.

Anche a livello locale carenza di organico ormai insostenibile

“Anche a Cremona – fa sapere la segreteria provinciale del Sap guidata da Gianluca Epicoco – abbiamo visionato il video integrale della conferenza in cui sono spiegate le gravissime falle dei procedimenti d’accusa mossi contro chi ha osato mostrare a stampa e tv le citate inadeguatezze dei materiali in dotazione, mentre venerdì ci sarà un volantinaggio davanti al Viminale unitamente ad altre sigle della categoria. Anche a livello locale la carenza di organico è divenuta ormai insostenibile, se non si farà qualcosa entro pochi mesi, con altri pensionamenti di personale in programma, l’apparato della sicurezza cremonese, già fortemente penalizzato, rischia di precipitare in una deriva dalla quale sarà difficile tornare indietro”.

“La maggior parte degli uffici – aggiunge la segreteria locale – sono ormai allo stremo, Questura, Commissariato di Crema e tutte le specialità sono ormai ridotte al minimo indispensabile per garantirne la funzionalità. Fino a quando potremo ancora andare avanti in questo modo? L’età media è elevatissima e il personale si sacrifica quotidianamente per sopperire alle carenze, spesso rinunciando alle ferie, ai riposi o effettuando ore di servizio straordinarie. La nostra provincia è bersagliata da una criminalità predatoria sempre più aggressiva e le legittime aspettative di sicurezza dei cittadini devono essere ascoltate e soddisfatte. Non possiamo permettere che i quartieri si sentano in balia dei criminali, senza la protezione dello Stato e siano costretti ad autotutelarsi”.

Qui stiamo ‘facendo miracoli’ ma uffici ridotti ad avamposti simili a fortini

Attacca ancora il Sap di Cremona: “Da mesi stiamo ‘facendo miracoli’ con le poche risorse a disposizione e i risultati a livello investigativo e di prevenzione spesso lo dimostrano, ma fino a quando potremo garantirli? Da tempo denunciamo l’inadeguatezza dell’apparato sicurezza, costretto a fare i conti con i pesanti tagli sugli organici che ne hanno ridotto notevolmente la consistenza. La nostra provincia è stata fra le più penalizzate rispetto ad analoghe realtà territoriali, spesso con meno problematiche di carattere politico, sociale e sportivo della nostra. Abbiamo denunciato pubblicamente i problemi della polizia ferroviaria, della polizia stradale, della polizia postale, della Questura e del Commissariato di Crema. Molti di questi uffici sono ridotti ad avamposti simili a fortini in cui le poche truppe rimaste cercano di far fronte a continue emergenze”.

La politica intervenga

“Le iniziative messe in campo a livello provinciale dal Questore di Cremona, certamente lodevoli e che vanno nell’ottica di aumentare la sicurezza reale e quella percepita, si scontrano, purtroppo, con la triste realtà di numeri che non ci sono più da tempo e che nei prossimi mesi rischiano di diminuire ancora – conclude la segreteria cremonese del sindacato -. La politica a tutti i livelli, nazionali e locali, deve dimostrare in concreto di essere vicina alle forze di polizia di cui spesso ci si ricorda nei periodi elettorali salvo poi dimenticarsene quando serve. Oggi abbiamo bisogno di un segnale concreto e di aiuto da parte di tutti. I poliziotti sono brava gente e vogliono garantire la sicurezza di altra brava gente, ma il loro servizio è pregiudicato da pesanti tagli di bilancio e politiche inefficaci. Purtroppo quello che sta accadendo ci sta tristemente dando ragione e la situazione, a breve, rischia di peggiorare ancora. Contro questo lottiamo da tempo, nella speranza che prima o poi qualcuno ci ascolti”.

 

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