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Il ricatto del video hard,
nuova ondata di tentativi

di Michele Ferro

Altra ondata di tentati ricatti a luci rosse. Raffica di tranelli tesi via Skype negli ultimi dieci giorni. La dinamica è quella solita. Approccio da un utente sconosciuto dal nome femminile comparso tra i contatti. Scambio di saluti. Qualche parola per approfondire la conoscenza. In inglese. Poi l’invito ad accendere la webcam al malcapitato: “Sono sola a casa. Perché non ci guardiamo in faccia? Divertiamoci un po’”. Dopodiché un ulteriore invito: “Spogliati e mi spoglierò anche io, ma non salvare fotografie o registrazioni”. Frasi che inducono pensare a un incontro virtuale destinato a rimanere segreto. Ma alla fine il video, in questi casi, lo registra chi si trova dall’altro lato della connessione. Per un ricatto: “Soldi o tutto finisce pubblicamente in rete”.

Molti i casi, a segno e non, nei mesi scorsi. Dopo un periodo di apparente calma il fenomeno è tornato a farsi insistente. Una decina di nuovi tentativi tra Cremona e i paesi del circondario. Al momento, a differenza degli scorsi mesi, non risultano casi di raggiri riusciti. Ma la nuova ondata spinge gli esperti a esortare alla massima attenzione.

In genere pare che i malviventi attingano a risorse web sulle quali gli utenti hanno reso visibili i loro recapiti elettronici. Ad esempio spulciando su Facebook alla ricerca di indirizzi Skype. Da qui la diffusione di casi in un particolare territorio, tramite le reti di contatti sui social network, e la minaccia: “Se non paghi, video su Youtube e invio del link ai tuoi conoscenti sui social”.

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