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Verso l'Area Vasta, Vezzini
ha fatto il punto della
situazione con i dipendenti

Si è svolto a San Vitale l’incontro richiesto dalle Rsu al presidente della Provincia di Cremona, Carlo Vezzini, rispetto ai processi di mobilità del personale, equilibri di bilancio dell’ente, futuro dell’Area Vasta ed accordi territoriali. Il presidente Vezzini ed il coordinatore Massimo Placchi, hanno presentato gli esiti dei movimenti operati, con atti e provvedimenti gestionali, sulla dotazione organica dall’entrata in vigore della legge di stabilità 190/15, quindi nel corso dell’anno 2015, definendolo “un percorso complesso e delicato, ma che a portato a ridurre sensibilmente gli esuberi grazie a prepensionamenti e collocamenti” – come ha precisato il coordinatore Placchi.

“La dotazione organica definitiva sulle funzioni fondamentali della nuova provincia o area vasta è pari a 233 posti – ha precisato il presidente Vezzini – Dopo aver determinato il valore finanziario della dotazione organica nel marzo del 2015 ed aver dichiarato, per ragioni finanziarie e funzionali, gli esuberi delle unità di personale che potevano beneficiare del cosiddetto ‘prepensionamento’, abbiamo avviato il percorso di individuazione nominativa necessaria a dare attuazione alla riduzione della dotazione organica in termini di categorie e profili; seguendo il dettato della legge finanziaria e delle circolari ministeriali. L’ammontare complessivo dei sovrannumeri risulta pari a 223, che sommati alla dotazione organica ridefinita in 233  riporta alla dotazione in vigore nel 2014, pari a 456 posti occupati, (precisamente) all’8 aprile 2014, data di entrata in vigore della L. 56/14 cosiddetta Delrio”.

Ha continuato Vezzini: “Quanto sta dietro a questa rappresentazione non è facilmente riassumibile in poche parole, per quanto il lavoro svolto è stato contraddistinto da variabili spesso poco gestibili. Mi riferisco alla non sempre lineare interpretazione delle leggi, dalla finanziaria 2015 alla legge regionale 19/15, al decreto sulla mobilità (portale), ma soprattutto alle varie trattative con i comuni per le mobilità/comandi e con il Comune di Cremona in particolare. Da ultimo infine con la Regione con la quale la trattativa ha visto vari momenti scadenzati dalle intese dell’aprile e del dicembre 2015, incontri in sede di Osservatorio regionale, incontri diretti (chiamati bilaterali) che ad oggi ancora non si sono conclusi lasciando aperti ancora problemi di natura finanziaria. Bene, direi che a fronte dell’ammontare dei sovrannumeri, al netto dei pensionamenti, delle dimissioni e dei comandi/mobilità, dell’organico degli uffici del lavoro e dell’agricoltura (tutti presi in carico dalla regione), del personale assegnato alle funzioni delegate confermate, il tema più delicato si spostava sui sovrannumeri individuati nel processo organizzativo.

Ebbene il lavoro svolto con il Comune di Cremona, in particolare sulla proposta di subentro nella gestione dello Iat, l’integrazione del personale richiesto da Regione rispetto a quello disponibile sulle funzioni delegate/confermate, alcuni spazi finanziari creatisi rispetto al limite della dotazione finanziaria al 50% hanno permesso di recuperare alcuni nominativi (applicando sia i criteri regionali che quelli già definiti in sede sindacale, unitamente ad alcuni criteri organizzativi) riducendo i sovrannumeri a poche unità, con migliori speranze di collocazione, in attesa delle esigenze espresse sul Portale da altri Comuni”.

Il dibattito si è poi aperto sul versante delle risorse finanziarie e del futuro dell’Area Vasta, argomenti in cui il presidente Vezzini ha espresso come tutta la partita si gioca sul fronte del Governo e della Regione Lombardia: “Oggi il dibattito è molto incentrato sul ‘localismo’, su studi che definiscano meglio tali aspetti, ma la vera questione è la forma giuridica e le funzioni che andrà a svolgere, in attesa del referendum, l’Area Vasta, ente intermedio tra Regione e Comuni. Oltre alle fondamentali, quali altre funzioni possibili delegate e con quali risorse? In altre regione i processi sono stati più celeri. Confido che entro giugno, come ribadito anche dalla stessa Regione, si possa arrivare, insieme alle istituzioni e portatori di interessi a definire un quadro più preciso, con equilibri tra territori e centri decisionali così come siano postate al Governo adeguate somme finanziarie per non esser sul filo del rasoio ogni anno. Ne va della continuità dei servizi ai cittadini, alle imprese ed alle comunità locali”.

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