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Gattile, l'appello di Apac:
'Spese sempre più
alte, ci serve aiuto'

Un grido di aiuto si leva dalle fila dei volontari di Apac Onlus, che ormai da 15 anni gestisce la struttura di via Bissolati nota da tutti i cremonesi come il Gattile comunale, anche se di fatto si tratta di una grandissima colonia felina, che ospita oltre 300 animali. Un posto precario, che potrebbe chiudere da un momento all’altro, se qualcuno non interviene. L’appello dell’associazione si rivolge ai cittadini, visto il silenzio da parte delle istituzioni. “Un giorno potremmo trovarci costretti a consegnare al sindaco le chiavi del gattile e dirgli di occuparsene lui, che come primo cittadino è responsabile degli animali randagi della città” dice il vice presidente, Paolo Italia.

I problemi sono innumerevoli. Intanto, a fronte di una spesa annua che oscilla tra gli 80 e i 90mila euro per la gestione della struttura e di tutte le colonie feline del territorio (per un totale di oltre 800 gatti), l’associazione deve ancora ricevere i contributi del 2015 da parte dell’amministrazione, che peraltro ammontano solo a 10mila euro. “Ma le spese continuano a crescere. Saremo costretti ad incrementare il numero delle raccolte di alimenti per animali e di fondi, per riuscire a portare avanti il nostro lavoro” evidenzia Italia. “Fortunatamente le donazioni di alimenti sono abbondanti: anche la raccolta fatta sabato scorso all’Iper ci ha fruttato 20 quintali di cibo per gatti. Ma gli aiuti finiscono in breve tempo: con la crisi continua a crescere infatti il numero di persone che ci chiede una mano per poter tenere in casa i propri gatti. Ci sono famiglie in crisi, gente che ha perso il lavoro e che non può più permettersi di mantenere il proprio amico a quattro zampe. Quindi interveniamo noi a dare una mano, portandogli cibo e pagando le spese mediche, in modo che la gente non debba riportare gli animali al gattile”.

Le spese veterinarie sono però il vero zoccolo duro: diverse decine di migliaia di euro vengono spese ogni anno per curare tutti gli animali in carico all’associazione, senza contare le sterilizzazioni. “Da parte dell’Asl abbiamo un sostegno per la sterilizzazione dei gatti, ma vi sono delle regole sempre più stringenti. Notiamo che le istituzioni pretendono sempre di più dalle associazioni, ma danno sempre meno in cambio. Così ogni anno ci troviamo a chiederci se riusciremo a far fronte a tutte le spese di gestione” spiega ancora il vice presidente.

Naturalmente resta ancora in sospeso l’annosa questione del nuovo gattile. “La precedente Giunta, dopo una nostra lunga battaglia, ci era venuta incontro, individuando un’area in cui poteva sorgere la struttura, proprio vicino alla casa di riposo ex Soldi. Ma stiamo aspettando che l’amministrazione attuale prepari una convenzione, cosa che invece tarda. Mi sono sentito rispondere che prima vogliono risolvere la questione del canile, poi penseranno al gattile. Intanto noi continuiamo la nostra attività in una location di proprietà della Stauffer, che potrebbe un giorno chiederci di sgomberare, qualora decidesse di utilizzare la struttura”. Senza contare i rischi per i volontari, che prestano il proprio servizio in un edificio fatiscente e sicuramente non a norma.

L’associazione vorrebbe partire con la raccolta fondi per la costruzione del nuovo gattile, ma finché non c’è la convenzione non lo può fare. “Come se non bastasse, ora dobbiamo fare appello ai cittadini anche per la gestione di quella attuale. Il randagismo felino è molto più esteso di quello dei cani e la gente continua a portarci intere cucciolate. Se anche riusciamo a dare in adozione un centinaio di gatti ogni anno, altrettanti ne arrivano”.

L’associazione sta cercando risorse anche ad altri livelli: è in fase di preparazione un progetto che consenta di accedere a fondi regionali. “Vogliamo abbattere i costi delle sterilizzazioni, non solo per noi ma anche per i privati cittadini. Sappiamo che sterilizzare un gatto costa all’ambulatorio 15 euro, ma spesso queste operazioni vengono fatte pagare anche 100. Attraverso questo progetto vogliamo creare una convenzione con veterinari disponibili, che consenta di far sterilizzare il proprio gatto al prezzo di 30 euro. L’auspicio è che rendere più accessibile questo tipo di intervento ai privati cittadini li porti a sterilizzare i propri gatti, e di conseguenza a diminuire il numero di randagi in circolazione”.

Laura Bosio

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