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In Galleria si dovrà pagare
plateatico al Comune: ancora
in vigore convenzione del '39

La sentenza è stata pronunciata questa settimana dal giudice De Lellis che ha così rigettato la richiesta di annullamento dell'imposta sul plateatico presentata dal Daslu Caffè di proprietà di Daniela Scazza (difesa dall'avvocato Ugo Carminati).

Una autentica rivoluzione per il commercio in Galleria 25 aprile: i tavolini posizionati sotto la Galleria devono infatti pagare al Comune il plateatico per l’occupazione di suolo pubblico. La sentenza è stata pronunciata questa settimana dal giudice De Lellis che ha così rigettato la richiesta di annullamento dell’imposta sul plateatico presentata dal Daslu Caffè di proprietà di Daniela Scazza (difesa dall’avvocato Ugo Carminati).

Il giudice ha anche intimato al bar il pagamento dell’arretrato pari a circa 5mila euro (plateatico non pagato dal 2008). Il giudice ha ritenuto sia ancora in vigore la convenzione del 1939, sottoscritta tra Podestà e condominio della Galleria, che prevedeva per il Comune la servitù di passaggio in Galleria in cambio dell’impegno dell’Amministrazione a fornire l’illuminazione della Galleria e a mantenerne pulizia e pubblico decoro.

In questo modo, si afferma nella sentenza del tribunale civile di Cremona, il calpestìo della Galleria è assimilabile all’area pubblica. Ha fatto fede anche il verbale votato qualche mese fa dall’assemblea del Condominio della Galleria (una cinquantina di inquilini) che ha sottolineato come la convenzione sia ancora in vigore, preoccupati che la sua decadenza potesse far ricadere su di loro la pulizia e l’illuminazione della Galleria. Logica quindi la conclusione: essendo area pubblica, il Comune deve fare pagare il plateatico per l’occupazione di suolo pubblico. Anche tutte le altre attività commerciali in Galleria, in virtù della sentenza, saranno così obbligate a pagare il plateatico, anche quelle che finora non l’avevano fatto.

La decisione arriva in un momento delicato in quanto, per la prima volta, la Galleria 25 aprile torna ad attirare commercialmente. La Chips House,  marchio delle  patatine fritte, dove fino a qualche settimana fa c’era il negozio d’abbigliamento Level (e prima ancora Don Chisciotte e la libreria “il Tarlo”) ha aperto da qualche giorno mentre negli spazi lasciati liberi qualche anno fa dal negozio di abbigliamento Esprit (dove un tempo c’era Coelli sport) dovrebbe aprire la catena di pizzerie “Il re delle due Sicilie”.

Dunque tutto food il futuro della Galleria vent’anni dopo l’esperienza del Mc Donald’s. Entrambe le catene hanno chiesto l’utilizzo del plateatico, condizione essenziale per l’apertura. Faranno così domanda al Comune per averlo, se non si spaventeranno a causa degli importi.

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