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Rapinata, ma ha problemi di
vista e sbaglia l'altezza. Non
è lui l'aggressore. Assolto

La vittima, complici anche problemi di vista, non l’ha riconosciuto come il suo aggressore, e così l’indiano Pal Mohinder, finito a processo per rapina aggravata in concorso, è stato assolto “per non aver commesso il fatto”.

La vittima, complici anche problemi di vista, non l’ha riconosciuto come il suo aggressore, e così l’indiano Pal Mohinder, finito a processo per rapina aggravata in concorso, è stato assolto “per non aver commesso il fatto”. A pronunciare la sentenza è stato il collegio presieduto dal giudice Pio Massa con a latere i colleghi Francesco Beraglia ed Elisa Mombelli. Per l’imputato, difeso dall’avvocato Paolo Vezzoni, il pm aveva chiesto quattro anni e mezzo di reclusione. La vicenda risale al 23 ottobre del 2011. La vittima, Clementina, 83 anni, all’epoca residente in una cascina di Soresina, era stata spintonata, minacciata e rapinata nella propria abitazione da due uomini. Dopo i fatti, l’anziana, che ha problemi di vista, aveva provato a descrivere i suoi aggressori, ma nella sua testimonianza erano emerse alcune incongruenze. La donna ricordava un uomo alto di statura, mentre l’imputato, come è riportato nel suo documento di identità, è alto solo 1,60 centimetri. Questa, ed altre contraddizioni relative alle sembianze e alla corporatura dei due aggressori, uno dei quali non è mai stato identificato, hanno portato il collegio ad assolvere l’indiano. Quella sera l’anziana aveva sentito dei rumori e pensando si trattasse della caldaia, era uscita dalla propria abitazione per controllare. Si era però trovata davanti due uomini, uno dei quali con il volto parzialmente coperto da un berretto, che l’avevano spintonata e minacciata con un coltello. L’uomo armato teneva a bada, mentre l’altro rovistava nell’abitazione. Alla fine i due malviventi si erano portati via 478 euro in contanti, un cellulare e i ricordi di una vita della vittima. Ai carabinieri, l’anziana aveva riferito di non aver mai visto l’aggressore con il berretto, ma di conoscere il complice, quello che aveva rovistato in casa. Abitava vicino a lei e spesso lo aveva aiutato. La motivazione della sentenza sarà depositata entro 60 giorni.

Sara Pizzorni

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