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Lombardia autonoma?
Iniziati i sondaggi anche
nelle case cremonesi

Partiti i sondaggi telefonici per il referendum sull’autonomia della Lombardia che il Governo regionale ha ostinatamente voluto, a dispetto dei soldi che verranno spesi (si parla dai 30 ai 50milioni di euro) e della funzione che avrebbe, semplicemente uno strumento per fare la voce grossa nei confronti del governo nazionale. In questi giorni anche nelle case dei cremonesi stanno arrivando le telefonate dei sondaggisti dell’Istituto Piepoli, che propongono una serie di domande a risposta aperta. Si va da cose abbastanza semplici (quali crede che siano i maggiori problemi della Lombardia? In quali settori eccelle?) a interrogativi dalla risposta tutt’altro che intuitiva, ad esempio: “Lei pensa che tutte le Regioni dovrebbero essere a statuto speciale oppure solo quelle che sanno autogovernarsi?”. Non manca un leit motiv della propaganda leghista, quello sulle tasse: crede che se le tasse pagate dai lombardi restassero tutte in Regione, queste aumenterebbero, diminuirebbero o resterebbero uguali? In tutto una decina di domande, tendenzialmente orientate a giustificare la scelta referendaria sposata con tanto entusiasmo dal centrodestra alla guida della Lombardia. Uno strumento, quello dei sondaggi, ormai abusato anche nei talk show politici televisivi, e spassosamente messo alla berlina da Maurizio Crozza nel suo programma su La7.

g.b.

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