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'Mia figlia ha mancato la
bomba per 30 minuti'. Storia
di una famiglia cremonese

“Quello che è successo qui a Bruxelles è scioccante. Mia figlia è passata dove è scoppiata la bomba in metropolitana solo mezz’ora prima della deflagrazione”. E’ la testimonianza di Andrea Rubini, 59 anni, ingegnere. Originario di Roma ma cremonese d’adozione, grazie a una ventina d’anni passati all’ombra del Torrazzo. Prima, funzionario della Camera di commercio di Cremona. Oggi, libero professionista, consulente per i finanziamenti europei e per la progettazione europea. Due anni fa il trasferimento a Bruxelles, città in cui poco dopo lo ha raggiunto da Cremona la famiglia.

“Siamo tutti colpiti dagli attacchi terroristici di questa mattina”, racconta, raggiunto alle 15,15 di martedì, poche ore dopo gli attentati. “Viviamo non lontani dal Parlamento europeo, a poche centinaia di metri dalla stazione di Maelbeek, dove è avvenuto il secondo attentato, quello in metropolitana”. Decine di morti, centinaia di feriti. Attorno alle 8 del mattino due esplosioni all’aeroporto di Zaventem. Un’ora dopo, l’esplosione a Maelbeek.

“Mia figlia, minorenne, ha preso la metro ed è passata solamente mezz’ora prima nel luogo dell’esplosione. Stava andando a scuola – racconta il 59enne -. Non ho sentito le bombe. Ho appreso dell’accaduto dai mezzi di comunicazione. L’aeroporto è distante. Maelkbeek è a poca distanza da dove viviamo ma comunque non si è sentito nulla da qua. Quando in famiglia abbiamo saputo di cosa era successo ci siamo informati e appena è stato possibile siamo andati a prendere nostra figlia a scuola e siamo tornati a casa. Nessun mezzo pubblico circolava”.

“Chiunque sarebbe potuto finire in mezzo agli attentati. Chiunque può trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato – riflette pensando a sua figlia -. Le forze di sicurezza e soccorso del Belgio sono state in gamba nella fase successiva alle bombe. Hanno cercato la collaborazione della popolazione informando tutti con ogni mezzo, anche con Twitter. E la popolazione ha risposto veramente in modo eccezionale. Ad esempio dal centro di crisi hanno chiesto a tutti di rimanere al sicuro ed effettivamente la città era semideserta. Anche le scuole hanno risposto ottimamente. Hanno trattenuto gli studenti e hanno impedito loro di uscire fino all’arrivo dei genitori. La società civile si è comportata in modo eccellente”.

“Ritengo sia un attacco all’Europa – conclude -, un attacco alla democrazia europea e alla libertà, a quello che ci siamo costruiti in secoli di storia. Tutto ora è a rischio”.

Michele Ferro

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