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Amianto, pugno di ferro del
Comune: pioggia di ordinanze
per bonifica e monitoraggio

Pugno di ferro dell’amministrazione comunale contro l’amianto. Negli ultimi 4 mesi sono state otto le ordinanze dirigenziali emesse in merito al monitoraggio e all’eventuale bonifica di siti contaminati. In primis l’immobile commerciale di piazza IV Novembre, che è sito vicino ad una scuola e che preoccupa non poco l’Osservatorio Nazionale Amianto, che si è occupata di trasmettere al Comune tutte le segnalazioni. Allo stesso modo, l’ordinanza è arrivata anche per la cascina di via Mantova, nella quale erano state riscontrate coperture in amianto. Richiamo anche per la cascina Marasca (lungo la via Milano, tra Cremona e Cavatigozzi), dove i proprietari si sono già affrettati a porre in essere la bonifica. In centro storico (zona San Luca), invece, è arrivata l’ordinanza di bonifica delle coperture in amianto di un immobile privato, entro tre anni.

Molti gli interventi relativi all’area industriale. Ad esempio delle coperture in via Sesto, di un’azienda dismessa, per le quali l’amministrazione ha chiesto al proprietario di realizzare un monitoraggio, con la richiesta di bonifica entro un anno per uno degli immobili in causa, che si trova in forte stato di degrado ed entro tre anni per gli altri due. In questo caso, si è chiesta anche la certificazione di smaltimento. Degrado altissimo anche in via delle Industrie, in un altro immobile industriale, per il quale l’ordinanza chiede la rimozione entro un anno. Restando nell’ambito aziendale, a Cavatigozzi c’è un’area industriale dismessa in cui va verifcata la situazione di degrado delle coperture di amianto: il proprietario dovrà quindi esibire gli opportuni documenti di certificazione sul degrado.

Di molti altri siti, invece, l’amministrazione ha richiesto la documentazione relativa all’indice di degrado, che dovrà essere fornita dai proprietari degli immobili. Seguirà poi la richiesta di bonifica o di monitoraggio dei siti. “La sensibilità dei dirigenti comunali su questo problema è molto forte” evidenzia Danilo Dilda, portavoce di Ona Cremona insieme a Ivano Bonoldi. “Inoltre stiamo osservando un fenomeno molto positivo: vi sono casi di privati cittadini che si stanno mettendo in gioco in prima persona per chiedere delle bonifiche di siti contaminati. C’è quindi una maggiore consapevolezza di quali siano i rischi dell’esposizione da amianto”.

Laura Bosio

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