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Sul portone della Curia
lo stemma del vescovo:
'Servire domino in laetitia'

Avvicendamento di stemmi sul portone della curia, con il nuovo stemma del vescovo Monsignor Antonio Napolioni. “Servire domino in laetitia”, servite il signore nella gioia, è il motto del nuovo stemma araldico. L’immagine propone diversi richiami all’esperienza di vita e di fede di monsignor Napolioni: non manca un richiamo di riconoscenza nei confronti di Papa Francesco e Paolo VI e il riferimento all’esperienza scoutistica, senza tralasciare la terra che il Santo Padre gli ha affidato come pastore, con il fiume Po presente nello stemma.

Lo stemma del Vescovo, secondo tradizione, è composto da: uno scudo, che può avere varie forme (e contiene dei simbolismi tratti da idealità personali, o da tradizioni familiari, oppure da riferimenti al proprio nome, all’ambiente di vita, o ad altro); una croce a un braccio traverso, e di tipo trifogliato gemmata con cinque pietre rosse che richiamano le cinque piaghe di Cristo; un cappello prelatizio con cordoni a dodici fiocchi, pendenti, sei per ciascun lato il tutto di colore verde; un cartiglio inferiore recante il suo motto.Nel caso di Monsignor Napolioni si è adottato uno scudo araldico di foggia “inglese”, in omaggio alla terra di Sir Baden-Powell, fondatore dello “scoutismo”, per richiamare il forte legame di del presule con lo scoutismo cattolico.

Intanto i 300 sacerdoti cremonesi stanno rispondendo alla lettera che il vescovo ha consegnato loro il giovedì santo e sono già parecchie quelle giunte in curia nei giorni scorsi. Una sorta di sondaggio voluto dal presule cremonese per chiedere suggerimenti dei nuovi nomi da inserire in quella che sarà la ristrutturazione degli uffici della Chiesa cremonese. La scadenza per la consegna delle lettere è il 30 aprile, a settembre poi ci saranno le nomine.

Sgal

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