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Affido familiare, Ceraso:
'Il Comune recepisca
la nuova normativa'

Presentato un ordine del giorno da parte della consigliera comunale Maria Vittoria Ceraso, che chiede all’amministrazione di “recepire il disposto della legge 19 ottobre 2015, n. 173 sul  diritto alla continuità affettiva delle bambine e dei bambini in affido familiare nelle Convenzioni e nei Protocolli in essere tra il Comune di Cremona e gli altri soggetti pubblici e privati del territorio”. A questo proposito, il Comune dovrà “avviare presso il ‘Tavolo Inter-distrettuale affido e solidarietà familiare’ e nelle altre sedi competenti un urgente confronto tra i Servizi pubblici e privati del territorio  in relazione alla delicata fase di passaggio del minore dalla famiglia affidataria alla famiglia d’origine o adottiva, in attuazione a quanto disposto dalla legge 19 ottobre 2015, n. 173 sulla gradualità e continuità degli affetti al fine di: individuare principi teorici e criteri di riferimento comuni; delineare un percorso condiviso da tutte le istituzioni ed i soggetti interessati, in termini di metodo e di contenuto; rendere per quanto possibile omogenee le prassi operative adottate sul territorio provinciale”.

Altro impegno richiesto a sindaco e giunta sarà di “farsi promotori presso la Regione Lombardia affinché possa deliberare, d’intesa con le Autorità giudiziarie minorili,  indicazioni operative per i servizi sociali e sanitari al fine di individuare, in attuazione a quanto previsto dalla recente legge n. 173/2015, delle buone prassi, nel rispetto delle specificità territoriali e dell’autonomia professionale degli operatori. (Si allega come esempio la Deliberazione della Giunta Regionale 28 novembre 2012, n. 27-4956, L.4 maggio 1983 n.184 e L.R.1/2004 – “Indicazioni operative per i servizi sociali e sanitari sulla fase di passaggio del minore dalla famiglia affidataria alla famiglia adottiva”)”.Ma anche “a convocare  la Commissione Welfare per un momento di condivisione e di approfondimento sulla tematica dell’affido rispetto all’esperienza specifica del Comune di Cremona, all’organizzazione del Centro Affidi, ai Progetti, Convenzioni e Protocolli in essere, alle criticità eventualmente riscontrabili nell’attuazione degli stessi”.

“Appare, infine, fondamentale ribadire la centralità del superiore interesse del minore in riferimento alle scelte ed agli interventi che i Servizi e le istituzioni sono chiamati a compiere e ad attuare nella loro quotidianità operativa” conclude il documento.

“Fino ad oggi per i genitori “a tempo” l’adozione era vietata, con storie, a volte tremende, di piccoli cresciuti in una famiglia e poi portati via per essere consegnati a coppie già in possesso dell’idoneità all’adozione” evidenzia Ceraso. “Molti i casi anche di chi non ha più potuto né vedere né sentire il bambino che aveva accolto per lunghi periodi in affido, una volta scattata la procedura di adottabilità.  Ecco forse perché parlare di affido alle famiglie spesso spaventava. Con questa nuova legge è possibile rinforzare una cultura di solidarietà e sostenere maggiormente le reti di famiglie che già lo fanno”.

Certamente la nuova norma rappresenta un cambiamento culturale importante, “che coinvolge le famiglie e i servizi e che interroga tutti gli attori coinvolti su come coniugare e conciliare il diritto/interesse del minore a mantenere quel “tanto” di legame con il passato che sia vantaggioso e benefico per lo sviluppo psico affettivo del bambino stesso”.

Di qui l’ordine del giorno presentato: “L’auspicio è che il principio della salvaguardia della continuità del legame sia effettivamente e largamente condiviso dalla comunità professionale e scientifica degli operatori sociali e sanitari, entrando a far parte della “cultura” dei Servizi per poter poi essere tradotto e sostanziato nella gestione del caso, al fine di garantire una certa uniformità sul territorio. Tutto ciò nella convinzione che la miglior pubblicità all’affido sia “ un affido fatto bene”.

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