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Soffre l'export, Cremona
tra le poche province
in diminuzione

Il valore dell’export lombardo perde slancio nel quarto trimestre 2015, fermandosi al livello registrato a fine 2014 (28,9 miliardi di Euro, -0,1% la variazione tendenziale), e la provincia cremonese è tra le quattro aree con segno negativo a livello trimestrale e fra le tre zone con segno negativo considerando l’intero 2015. Positivo il risultato complessivo annuale lombardo, che vede un incremento dell’1,5% del valore (111,2 miliardi di Euro nel 2015 rispetto ai 109,5 miliardi di Euro del 2014). Anche l’export italiano registra un rallentamento a fine 2015 (+2,6% l’incremento tendenziale nel quarto trimestre), ma rimane in decisa crescita decisa rispetto al 2014 (+3,8%). I dati arrivano da un report regionale di Unioncamere.

A livello provinciale gli andamenti risultano differenziati: otto province su dodici registrano un incremento, particolarmente intenso per Lodi (+10,4%) e Lecco (+9,8%) e significativo anche per Sondrio (+5,1%) e Varese (+3,5%); aumenti più ridotti si registrano per Mantova (+1,9%), Brescia (+1,7%), Bergamo (+1,0%) e Monza (+0,4%). I territori con segno negativo sono solo quattro, ma comprendono Milano (-1,0%) che da sola spiega un terzo dell’export regionale; le altre province con export in calo sono Como (-2,0%) e Cremona (-2,2%) e soprattutto Pavia (-23,8). Considerando tutto il 2015 Como assume segno positivo (+2,3%) e le province in diminuzione rimangono Milano (-1,1%), Cremona (-1,1%) e Pavia (-14,4%).

L’export verso i paesi dell’Unione europea registra un incremento costante (+2,4%), ma si riduce verso il resto del mondo (-2,8%). Il risultato negativo di fine anno per i paesi Extra-UE è determinato principalmente dai paesi europei non appartenenti all’Unione europea, che mantengono un tasso di crescita negativo a due cifre (-10,1%) ancora influenzati dalle sanzioni alla Russia (-25% la variazione tendenziale). Complessivamente il 2015 si chiude con un +2,2% delle esportazioni lombarde verso i paesi dell’Unione Europea, e solo un +0,7% verso i paesi extra UE.

L’assestamento del valore delle esportazioni lombarde nell’ultimo trimestre, è frutto di un consistente arretramento limitato a due sole categorie merceologiche: metalli di base e prodotti in metallo (-9,3%) e articoli farmaceutici (-10,9%), associato a minimi incrementi per macchinari e apparecchi (+0,4%) e altri prodotti (+0,6%), categorie che insieme rappresentano oltre il 50% del valore dell’export lombardo. Le restanti categorie registrano incrementi tendenziali significativi, in particolare: computer, apparecchi elettronici e ottici (+6,5%); sostanze e prodotti chimici (+5,1%); mezzi di trasporto (+4,7%) e gomma plastica (+4,7%); prodotti tessili, pelli e accessori (+4,1%).

Il quarto trimestre conferma anche il rallentamento delle importazioni (+2,8% rispetto allo stesso periodo del 2014), ma il 2015 si chiude comunque con un segno ampiamente positivo (+4,6%) segnalando una svolta dopo i bassi livelli che hanno caratterizzato il biennio 2013-2014. Le quantità sono aumentate maggiormente (+7,6% per l’intero 2015), confermando come l’incremento registrato in corso d’anno sia dovuto alla ripresa della domanda interna e non ad effetti di prezzo o di cambio.

La crescita più significativa dell’import rispetto all’export determina un peggioramento del deficit commerciale nel 2015 (1,9 miliardi), pur rimanendo su livelli minimi in prospettiva storica; il gap tra export e import assume valori particolarmente negativi per l’elettronica, mentre tra i prodotti con saldo positivo spiccano i macchinari.

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