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Pac: dal 10 maggio via ai
pagamenti dalla Regione ad
aziende agricole Lombarde

A partire dal 10 di maggio Regione Lombardia pagherà la Pac alle aziende agricole lombarde. Lo ha annunciato Gianni Fava, assessore all’agricoltura della Lombardia. sottolineando però che “la Regione ha già anticipato l’acconto a più del 70% degli agricoltori lombardi e chi non l’ha avuto è perché aveva situazioni in via di definizione, che fosse un contenzioso in atto sul refresh o con la pubblica amministrazione oppure si tratta di particelle in contestazione o, ancora, di attività agricole suddivise su più regioni”.

In ogni caso già dalla settimana prossima verranno saldate “le misure relative sul biologico” continua Fava. “Poi procederemo per blocchi di pagamenti di 50-60-70 milioni di euro per volta. A differenza di altre Regioni la Lombardia ha anticipato anche il greening, stimandolo al 30 per cento, ed entro la fine di maggio liquideremo anche i saldi definitivi anche di chi non ha ricevuto l’acconto. Mi sento ottimista, perché gli uffici della Regione stanno lavorando senza sosta, ma non possiamo fare finta di nulla e non dire che i fascicoli con le cosiddette particelle incagliate sono stati bloccati direttamente da Roma”.

Non si può, però, parlare ufficialmente di ritardo, perché “il termine ultimo fissato dall’Unione europea per il pagamento della Pac è stato fissato al 30 giugno; comprendo che rispetto a un sistema in sofferenza per mancanza di marginalità la Pac costituisca un’importante boccata d’ossigeno, ma non siamo affatto fuori termine” evidenzia Fava.

“Per chi non lo ricordo nel febbraio 2015 il ministro convocò le Regioni a Roma – spiega Fava – affermando che entro il mese di marzo gli agricoltori avrebbero ricevuto i moduli precompilati della Pac, sbandierando il provvedimento Agricoltura 2.0, che avrebbe velocizzato e sburocratizzato l’intero sistema. Ebbene, I titoli definitivi sono arrivati giovedì scorso, dopo più di 14 mesi dalle dichiarazioni di Martina, con i conteggi quasi tutti sbagliati. Per la Lombardia significa che almeno un terzo dei 50mila fascicoli aziendali sono da rivedere completamente. Questo richiede tempo e non certo per errori di Milano”.

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