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Tetraplegico spostato a
forza dai cc perchè ostruiva
passaggio. Reagisce, assolto

“Tirato fuori dalla macchina dai carabinieri e trascinato sul marciapiede perchè ostruiva il passaggio di una gara ciclistica”. Di una vicenda particolare ha parlato il legale di un tetraplegico finito a processo per oltraggio e minaccia a pubblico ufficiale.
L'avvocato Ugo Carminati

L’avvocato Ugo Carminati

“Tirato fuori dalla macchina dai carabinieri e trascinato sul marciapiede perchè ostruiva il passaggio di una gara ciclistica”. Di una vicenda “particolare con connotazioni umane molto forti” ha parlato, nella sua arringa, l’avvocato Ugo Carminati, legale di Carlo, un 72enne tetraplegico residente ad Ostiano finito al centro di una vicenda giudiziaria che lo ha visto accusato di oltraggio e minaccia a pubblico ufficiale. Reati dai quali oggi il giudice Maria Stella Leone lo ha assolto. “In questo processo”, ha spiegato l’avvocato Carminati, “inquadrare la figura del mio cliente è un elemento fondamentale. Un uomo con un’assoluta difficoltà di movimento, innocuo, conosciuto da tutti in un paese che conta circa tremila abitanti, conosciuto anche dai carabinieri, senza patente dal 2006, fatto di cui i militari erano al corrente, che girava a bordo del suo unico mezzo di deambulazione”.
Il fatto risale al 16 agosto del 2011, quando per le vie di Ostiano era in corso una gara ciclistica amatoriale. L’anziano, a bordo dell’auto di un parente, era finito dove non avrebbe dovuto finire: in mezzo alla strada dove era atteso il passaggio dei ciclisti. “Quel giorno, evidentemente”, ha sostenuto il legale, “le strade di Ostiano non erano state molto transennate, e il mio cliente era passato dove non doveva passare. Quando sono arrivati i carabinieri che facevano da apripista a quella gara amatoriale con 30/40 ciclisti, e dunque non una gara con un numero di partecipanti numeroso, la sua macchina ostruiva il passaggio”. “Ma tutto questo pericolo paventato dai carabinieri”, per la difesa, “non c’era”. “Non si capisce perché ci sia stata una pericolosità come se i ciclisti fossero stati lì dietro l’angolo, mentre invece il tempo di spostarsi c’era”. L’avvocato Carminati ha sostenuto che i due carabinieri, il comandante della stazione e un appuntato, avevano “ordinato” all’automobilista di scendere dalla macchina, “e anche alla svelta. Ma lui era portatore di handicap, non poteva scendere come gli era stato chiesto. E quindi lo si è preso e lo si è trascinato a bordo strada, e quest’uomo, un soggetto difficile, problematico e con un brutto carattere, come del resto sapevano tutti, ha reagito, inveendo contro i carabinieri”. “Ma come si fa”, si è chiesto il difensore, “a violare il prestigio di un militare che si è comportato in questo modo con un portatore di handicap?”. E poi la minaccia di Carlo verso i carabinieri: “Vi ammazzo tutti”. Ma per l’avvocato, quelle minacce, Carlo, “visto il suo stato fisico, non avrebbe potuto portarle a compimento”. Del resto gli stessi carabinieri, sentiti in udienza, avevano “assolutamente” negato di essersi sentiti minacciati.  “Il mio cliente”, ha concluso l’avvocato Carminati, “ha semplicemente reagito ad un ordine perentorio che lui non poteva eseguire perché malato”. In mattinata la sentenza: assolto dall’oltraggio “perchè il fatto non sussiste” e assolto dalla minaccia “perchè il fatto non costituisce reato”.

Sara Pizzorni

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