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Il futuro del trasporto
pubblico di Cremona
passa dalla fibra ottica

I relatori

Come cambierà il trasporto pubblico cremonese nel futuro? Arriva Italia, il gruppo inglese (acquisito dalla tedesca Deutsche Bahn)  che ha recentemente acquisito la totalità delle quote di Km ha cercato di spiegare le prospettive sul lungo termine in un convegno che si è svolto nel tardo pomeriggio di giovedì nell’Auditorium Giovanni Arvedi del Museo del Violino, moderato da Marco Piuri, direttore Sud Centro ed Est Europa di Arriva.

“Si tratta di una operazione fondamentale per il nostro territorio, che viaggia in parallelo ad un’altra operazione importantissima, quella della fusione di Lgh con A2A” ha detto il sindaco Gianluca Galimberti nel suo saluto iniziale. “Importanti operazioni industriali che vanno nella direzione di leggere le necessità del territorio e di dare risposte adeguate. E in questo percorso avere un colosso come Arriva alle spalle è fondamentale”.

Ma una mobilità di successo, in un territorio, è il punto di partenza per la crescita complessiva del territorio stesso. Ne è convinto Marco Vitale, uno dei relatori alla tavola rotonda, economista e docente universitario. “Sono tre i fattori chiave si un servizio di mobilità di successo: infrastrutture adeguate, elevata competenza organizzativa dei gestori e la responsabilizzazione dei cittadini. In una città smart ogni mezzo deve essere interconnesso”.

In tutto questo gioca quindi un ruolo fondamentale la elevata infrastrutturazione digitale di Cremona, che con la sua fibra ottica permette di connettere tutta la città e i suoi servizi in un’unica rete. “Una città digitale è una città in rete, dove le informazioni corrette sono sempre disponibili nel luogo giusto e al momento giusto – ha spiegato Guido Gattone, direttore generale di Metroweb – Una città digitale è un luogo incredibilmente aggregato grazie alle infinite interconnessioni, consentite attraverso dei sensori che rilevano dati in tempo reale”. Insomma, la banda ultralarga diventa una componente indispensabile per la città, in quanto consente di “gestire applicazioni e servizi”. Ma attenzione: “Quando si investe in infrastrutture non si può fare un bilancio a breve termine, perché i benefici, anche economici, arriveranno sul lungo termine.

Un discorso molto simile quello del terzo relatore, Gianluca Di Pasquale, digital&smart infrastructures strategist di Ernst&Young, secondo cui oggi “una rapida interconnessione dei servizi diventa indispensabile, in una società in cui gli utenti cercano e condividono informazioni in tempo reale per prendere decisioni il più rapidamente possibile”.

Infine Simone Gragnani, senior manager di Lem Reply, ha presentato la ricerca sulla mobilità e il trasporto pubblico nella città di Cremona già presentata ieri in commissione ambiente, secondo cui circa 9mila passeggeri ogni giorno salgono sugli autobus urbani e che la maggioranza di questi è di età compresa tra i 26 e i 65 anni.

Laura Bosio

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