Un commento

Altri scontri nel Pd, dalla
giunta Galimberti arriva
il sì al referendum?

Che succede nel Pd cremonese? Esiste ancora la segreteria cittadina del partito dopo le dimissioni di Lia a Beccara (per ragioni politiche) e di  Francesca Baldini (per motivi personali) di fatto la segreteria cittadina del Pd non esiste più. Lo stesso segretario cittadino Roberto Galletti aveva dichiarato che si era chiusa una fase e se ne poteva aprire un’altra. Poi niente altro. Arriva la stagione delle Feste e quindi ogni cambiamento può essere rinviato.

Così giovedì prossimo verrà presentata dallo stesso Galletti e dal responsabile organizzativo Claudio Rebessi la Festa dell’Unità che si terrà per la prima volta nell’area dell’ex mercato ortofrutticolo.

Ma le tensioni nel partito sono sempre più palpabili. La lettera di  Marco Pezzoni, Paolo Bodini e Gigi Rotelli (con altri esponenti del partito) che invita a una modifica della legge elettorale non è piaciuta alla componente di maggioranza del Pd, che è sembrata una sorta di revival delle coalizioni di sinistra come se la bocciatura del governo del governo Prodi o altri sgarbi del passato più recente, si potessero far passare sotto silenzio.

Ma già si guarda al referendum costituzionale di ottobre che, secondo alcune informazioni, potrebbe vedere schierata l’intera giunta Galimberti con il sindaco stesso in testa e con la defezione scontata di Rosita Viola, di Sel, tutta per il sì alla nuova legge. Una situazione che potrebbe portare a nuovi scontri dentro il Partito Democratico cremonese.

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Commenti
  • Dott. Landi Roberto

    Sconfitto il malgoverno e la corruzione sistematica delle amministrazioni di sinistra a livello nazionale, sconfessata l’impostazione europeista del partito dalle affermazioni, in vari paesi del continente, di formazioni politiche di destra, il PD di Renzi perde i pezzi per strada e guarda all’appuntamento di ottobre come al dies irae. La confusione ed il nulla a livello locale altro non sono che il riflesso della crisi più generale che investe il partito in tutto il Paese, ora che appare evidente che il tempo per i giochetti funambolici di Renzi ed i suoi annunci ad effetto sul #buongoverno#, sulla #buonascuola# e sulle #buonebanche# (no, almeno questo non è riuscito a dirlo, con buona pace del paparino della sua ministra più famosa ed occhieggiante) sono finiti.