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Su cremasco il 45% della
popolazione, nuovo appello
per lo sganciamento da Cr

Si intensifica il dibattito sull’Area Vasta, con i cremaschi –  forti di una coesione territoriale consolidata da anni, a differenza della frammentazione tra i comuni attorno al capoluogo – che rinfacciano nuovamente a Cremona di non comprendere le ragioni dello sganciamento. “La politica, come sempre in ritardo, si è messa in moto e ha cominciato a scrivere, a prendere posizione, a lanciare appelli non accorgendosi che questo copione è superato dalla realtà dei fatti”, afferma in una lettera aperta il sindaco di Casaletto Ceredano Aldo Casorati. Anche lui, come la collega di Crema Stefania Bonaldi, appartenente al centrosinistra.
“I Sindaci – continua l’intervento –  che sono sempre in prima linea nel rapporto con con i propri cittadini con i quali si confrontano ogni giorno cercando di risolvere i problemi con sempre minori risorse e sempre maggiori vincoli e burocrazia, hanno colto l’importanza che queste novità legislativo/costituzionali (se confermate dal referendum) potranno mettere in moto processi di cambiamento e di razionalizzazione nell’organizzazione dei sevizi e delle funzioni territoriali.
Solo questo è stato il motivo che ha mosso l’azione dei Sindaci Cremaschi di qualsiasi schieramento politico. I Partiti e i Movimenti Politici (questi ultimi peraltro totalmente assenti anche nella rivendicazione dell’autonomia del nostro ospedale) non hanno avuto alcun ruolo. L’azione dei Sindaci del Cremasco è partita quasi due anni fa con la costituzione dell’Area Omogenea Cremasca. La sua costituzione è stata approvata nella quasi totalità dei consigli comunali; la decisione di valutare e perseguire l’ipotesi di aggregazione con Lodi è stata assunta dall’assemblea dei Sindaci. Si sono creati momenti di dibattiti e confronto sia sul Lodigiano che sul Cremasco.
Su questo tema si stanno tenendo, organizzate dalle Amministrazioni Comunali, assemblee pubbliche con i cittadini in parecchi paesi. Questo agire alla luce del sole, è la nostra forza, criticateci pure, lanciate appelli: noi proseguiamo con coerenza sulla nostra strada di confronto di condivisione e perchè no anche di distinguo da parte di chi non è d’accordo, sicuri che la nostra proposta è condivisa dalla quasi totalità dei nostri concittadini”.

Casorati poi ricorda i dati quantitativi che stanno alla base delle rivendicazioni cremasche:  “Dai dati ufficiali della provincia di Cremona, risulta che: il territorio Cremasco è costituito da 48 Comuni con il 45,28% degli abitanti della Provincia; il territorio Cremonese/ Soresinese da 47 Comuni con il 43,85% degli abitanti della Provincia; il territorio Casalasco è costituito da 20 Comuni con il 10,87% degli abitanti della Provincia. Il Pil del Cremasco è circa il 50% del Pil Provinciale”.

“Signori – conclude il primo cittadino – non vi sembra che il Territorio più popoloso, che produce più della metà del PIL Provinciale, abbia il diritto di discutere, analizzare ed approfondire, grazie anche lo studio, finanziato dalla Fondazione Banca Popolare di Crema per il Territorio, e affidato allo studio del Prof. Marco Vitale una diversa alternativa alla proposta di aggregazione delle province di Cremona e Mantova fatta da Regione Lombardia? Noi che confiniamo con Lodi e siamo alle porte di Milano con la quale interagiamo dal punto di vista economico, commerciale, di studio, di lavoro per lavoro, ecc. dovremmo rivolgere il nostro sguardo a Mantova distante 120 Km e accettare una futura aggregazione proposta da Regione Lombardia con una realtà che con il Cremasco non ha e non ha mai avuto alcun tipo di rapporto? Dovremmo aderire ad una realtà che prevede una ipotesi di sviluppo futuro non certo indirizzata verso il territorio Cremasco?

Se a Cremona e al Casalasco, che confina con Mantova, questa ipotesi è positiva per il Cremasco non può essere accettata. Per questo abbiamo iniziato con Lodi un confronto serio e costruttivo, che sta continuando con l’impegno di un confronto da parte di tutte e due le realtà con Regione Lombardia ed il suo Presidente Roberto Maroni che si è dichiarato disponibile ad ascoltare le istanze dei territori.

Questo nostro impegno è basato solamente su due vecchi principi mai desueti: “il Buon Senso e l’agire da Buon Padre di Famiglia (intendendo per famiglia tutti i nostri cittadini). Credetemi . conclude Casorati rispondendo direttamente al sindaco di Stagno Lombardo Roberto Mariani – non solo non ci vergognamo ma siamo orgogliosi del lavoro che abbiamo fatto e continueremo a fare”..

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