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Polo Tecnologico avanti tutta: primo insediamento del Crit già a ottobre

Fotoservizio Francesco Sessa

La nuova “porta” della città, quella che ne rappresenta il biglietto da visita nel mondo delle imprese ma anche il punto cardine di una città che si rigenera: tutto questo è il nuovo Polo Tecnologico, il cui cantiere (nell’area ex Macello) procede a pieno ritmo e il cui stato di avanzamento che questa mattina è stato verificato da un sopralluogo alla presenza della presidente del Crit (Cremona information Technology), Carolina Cortellini e del sindaco del Comune di Cremona Gianluca Galimberti. Assente per un impegno in Regione Carlo Malvezzi, consigliere regionale e presidente della Commissione Affari istituzionali.

Quella che sarà la “casa” dell’innovazione digitale per imprese, cittadini e territorio – un progetto che comporta un investimento di circa 12 milioni di euro – sarà completata entro la fine dell’anno. “Si tratta di un momento storico e di una grande opportunità per la città” ha commentato con commozione la presidente Cortellini. “Crediamo che l’innovazione digitale sia il vettore per aumentare attrattività e competitività del nostro territorio. Per questo, il Polo non sarà soltanto un luogo fisico, quanto un “ecosistema della digital innovation”, dove giovani e
professionisti, imprese e centri di ricerca metteranno in comune le proprie energie e competenze per favorire lo sviluppo delle imprese stesse, siano esse start up o aziende di tipo tradizionale”. Per ora tra i futuri inquilini della struttura, oltre naturalmente al Consorzio, saranno Micro Data, Mail Up, LineaCom, Cobox e le start up che si appoggiano ad esso. “Ma stiamo lavorando affinché altre realtà possano aggiungersi (il Crit conta ben 172 aziende associate, in tutta Italia). Il Polo tecnologico fa da collettore, ma naturalmente servirà un grande aiuto da parte del Comune di Cremona per rendere l’area appetibile”.

Una richiesta che il sindaco Gianluca Galimberti si sente pronto ad accogliere. “Il lotto qui accanto, in cui ora vi sono magazzini abbandonati, verrà presto sistemato per diventare una nuova area edificabile, che possa essere appetibile per l’insediamento di nuove aziende” spiega. “Inoltre presto partiranno anche i lavori per la realizzazione del parcheggio e delle aree verdi che circondano l’edificio. Questo progetto è fondamentale perché lancia la città verso l’esterno, facendola diventare un centro di riferimento per tutto il sud della Lombardia. Una porta che apre Cremona a nuove prospettive di sviluppo e occupazionali. Una porta che riqualifica un’area importante della città. Una porta che deve favorire il sostegno del territorio alle imprese e deve aprire sempre più le imprese al territorio. Una porta che favorisce la rete fra realtà imprenditoriali anche giovani e la nascita di nuove. Crediamo che il Polo Tecnologico possa rappresentare un valore aggiunto non solo per la città, ma nell’ottica di area vasta per tutto il territorio. Continuiamo a lavorare insieme”.

“Ogni giorno 60 operai sono al lavoro per una struttura che occuperà 10mila metri quadri” spiega l’architetto Michele Bianchi, che ha progettato la struttura. “Si tratta di un edificio sismicamente resistente per spinte superiori a quelle previste dalla sismicità della zona. Dal punto di vista energetico, invece, sarà completamente autosufficiente, grazie alla realizzazione di un tetto fotovoltaico. Per quanto riguarda invece l’erogazione di gas, sarà allacciato al teleriscaldamento di Cremona. Avrà inoltre un sistema di automazione molto spinto, che consentirà di monitorare ciò che accade negli uffici”. L’edifixio è strutturato in modo tale da costruire un ecosistema locale green che favorisca la digital innovation: è basato sul BSM (Building Management System), una rete di dati integrata con un sistema per l’automazione, il monitoraggio e il controllo di impianti HVAC, di illuminazione, del controllo degli accessi, dell’impianto di videosorveglianza e dell’impianto di schermatura solare.

“Ho accompagnato questo progetto fin dall’inizio – ha sottolineato Carlo Malvezzi in un comunicato – e devo dire che mi ha sempre colpito la chiara volontà di queste imprese di fare rete, insieme alle istituzioni. L’innovazione non si può fare da soli. Per espandere la conoscenza bisogna partire dalla lettura dei bisogni, mettere in campo le competenze tecniche e generare un processo condiviso. L’esperienza dei makers anglosassoni dimostra, tra l’altro, che la condivisione della conoscenza fa bene anche al tessuto delle piccole-medie imprese, spina dorsale della nostra economia. Per questo la Regione guarda con particolare attenzione il progetto Crit e lo ha valorizzato di recente nell’Accordo di competitività, finanziando l’unico progetto regionale sulla digital innovation”. Già in ottobre 2016 si insedierà Microdata Group, seguita dal Cobox e dalle altre aziende a gennaio 2017.

Laura Bosio

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