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Industria: primo semestre
2016 65 lavoratori licenziati
e 1.243 in cassa integrazione

Chi auspicava di essere ormai sulla strada della ripresa economica si ritrova ora a fare un passo indietro: è uno scenario a tinte fosche quello dipinto dal rapporto della Fim-Cisl Lombardia sulla crisi del settore metalmeccanico, per il primo semestre 2016. A Cremona le aziende ancora in stato di crisi sono 38, per un totale di 1.318 lavoratori (su 1.497 addetti). A livello lombardo la crisi dell’imprenditoria cremonese pesa per il 3,9%. Secondo il rapporto, “i territori maggiormente coinvolti nel semestre sono quelli di Milano  (35,68%) Bergamo  (20,11% delle sospensioni) e Brescia (10,33%). Seguono Varese, Brianza  e Lecco con, rispettivamente, il 9,44%, 7,24% e 5,20%”. Queste aree vedono la presenza di insediamenti industriali importanti, sia nei comparti tradizionali che in quelli innovativi del settore metalmeccanico, con una presenza cospicua sia di grandi imprese di livello nazionale e internazionale,  mentre le imprese medie-piccole  sono storicamente radicate in tutti i territori.

Entrando nel dettaglio, a Cremona sono 1.770 i lavoratori in cassa integrazione ordinaria, 76 ricorrono alla straordinaria e 65 sono in mobilità. In generale ” I dati mostrano la preponderanza dell’intervento di cassa integrazione ordinaria  nei diversi territori, ad eccezione della Brianza, Como  e Pavia  dove si registra, invece, la prevalenza degli  interventi di cassa integrazione straordinaria . La mobilità  è particolarmente accentuata nel territorio di Milano dove, se consideriamo anche l’importante utilizzo della cassa straordinaria, possiamo dire persistano le maggiori problematicità strutturali” si legge nel rapporto.

Da segnalare “la presenza dei contratti di solidarietà, che vengono utilizzati per fronteggiare le crisi occupazionali e le espulsioni dal processo produttivo, e che vedono interessati in particolare il territorio di Milano, Varese, Brescia e Brianza” continua il rapporto. La cassa in deroga  coinvolge pressoché tutti i territori, in particolare le piccole imprese, con accentuazioni a Milano, Cremona e Varese. Le cessazioni di attività  sono rilevanti nell’area di Milano e Brianza”. Entrando nel merito di Cremona, si parla di cassa in deroga per 14 imprese e 41 lavoratori, mentre per quanto riguarda le cessazioni è solo una l’azienda coinvolta, per un totale di 48 lavoratori.

“L’elemento più significativo che emerge dall’analisi dei dati è rappresentato dalla ripresa della cassa integrazione ordinaria che lo scorso semestre aveva registrato un forte rallentamento rispetto alla prima metà del 2015” spiega il rapporto. “Una tendenza che fotografa la difficoltà delle aziende ad organizzarsi in un mercato altalenante e con una visibilità, troppo spesso, molto corta. La cassa integrazione straordinaria diminuisce per quanto riguarda il numero di imprese coinvolte anche se il numero di lavoratori interessati è aumentato rispetto allo scorso semestre, tornando ai livelli della prima metà 2015. L’allargamento della platea di lavoratori coinvolti testimonia il persistere della crisi. Tendenza confermata anche dal numero dei lavoratori interessati da crisi strutturali che passano dai 7.934 del secondo semestre 2015 ai 9.251”.

Laura Bosio

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