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39 gradi nell'ufficio
dei giudici di pace:
'Disumano'

Lo scorso novembre il trasloco al secondo piano del palazzo in corso Vittorio Emanuele al civico 21. Ma l'ufficio del giudice di pace è senza aria climatizzata. Nei locali si sono registrati dai 32 ai 34 gradi, con picchi di 39 gradi .

Lo scorso novembre c’è stato il trasloco al secondo piano del palazzo in corso Vittorio Emanuele al civico 21, ex sede del Genio civile. Ma l’ufficio del giudice di pace è senza aria climatizzata. Nei locali si sono registrati dai 32 ai 34 gradi, con picchi di 39 gradi . “Lavoriamo in condizioni disumame”. A sollevare la protesta sono Maurizio Fornasari, sindaco di Annicco, da 5 anni funzionario dell’ufficio del giudice di pace, e le assistenti giudiziarie Maria Madoglio e Loredana Iannacone. Nonostante diversi solleciti alla presidente del tribunale Ines Marini per porre rimedio a questa situazione, finora di soluzioni non ne sono arrivate. Intanto i dipendenti dei giudici di pace si sono arrangiati, prima portandosi da casa i ventilatori, poi una mano è arrivata da Lelio Saliola, che lavora nel tribunale, questo sì, climatizzato, il quale, mettendosi una mano al cuore, ha portato dal tribunale tre condizionatori. “Noi qui lavoriamo 7/8 ore al giorno”, dice Fornasari, mentre le assistenti sottolineano come la situazione peggiore si sia verificata a luglio, nei giorni di piena afa, nell’aula dove si celebrano i processi penali situata a sud dove batte il sole tutto il giorno. “Tenere 5 ore di udienza con la toga addosso in un’aula affollata è stata una fatica”. Il 6 aprile scorso la presidente Marini aveva riunito la conferenza permanente. Il punto 7 dell’ordine del giorno riguardava la verifica del benessere del personale e del clima. Al geometra Racchi era stato dato l’incarico di verificare la situazione. Risultato? “Ben tre mesi dopo”, spiegano dal giudice di pace”, “il geometra ci ha portato un macchinario per rilevare le temperature nei locali, rilevazioni che abbiamo fatto noi. Poi il macchinario è stato portato via, ora aspettiamo i risultati”.

Sara Pizzorni

 

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Commenti
  • Patrizia Signorini

    adesso capisco perché da uno di loro aspetto una sentenza da 4 anni.Spero migliori presto il loro benessere affinché in qualche modo riescano a prendersi cura di chi aspetta da anni una risposta.

  • giorgino carnevali

    LAVORO E ALTE TEMPERATURE.
    (….potrebbe essere d’aiuto?).

    Pubblichiamo il documento delle ULSS 15, 16 e 17 in merito ai rischi derivanti dal “colpo di calore”.
    Il rischio da calore è un’ emergenza estiva ma non è un’emergenza imprevedibile perché rappresenta una realtà che si ripete ogni estate. Il Testo Unico sulla salute e sicurezza dei lavoratori (D.Lgs. 81/2008) indica tra gli obblighi del datore di lavoro quello di valutare “tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori”, compresi quelli riguardanti “gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari” e quindi anche al rischio di danni da calore.
    Per questo le aziende interessate da questo rischio devono effettuare una specifica “valutazione del rischio”. Anche in agricoltura, lavorando sia all’aperto che nelle serre, gli operatori sono esposti in modo rilevante al rischio di colpo di calore.
    Chissà mai perché a me “mi” sovvengono i lavoratori impiegati negli ALTI FORNI, chissà mai perché! Eppure “noi” s’è sempre lavorato con il classico dei più classici VENTILATORI. Tutto questione di abitudine. Ironia a parte!