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Rio 2016, 'olimpiadi oro
rosso': Mantova e Cremona
sul podio lombardo

Quest’anno la produzione lombarda di pomodori dovrebbe superare i 5 milioni e mezzo di quintali su una superfice di oltre 8 mila ettari, la metà dei quali (4.042 ettari) concentrati in provincia di Mantova e un altro 27% su quella di Cremona (2.188 ettari).

 

Mentre si attendono quelle sportive di Rio, le “olimpiadi dell’oro rosso” in Lombardia sono già iniziate. Ogni mattina Paolo Voltini, Presidente di Coldiretti Cremona, accende il trattore e, come altri 370 agricoltori del Consorzio Casalasco di Rivarolo del Re (Cremona), entra in campo per la raccolta dei pomodori: “Il maltempo dei mesi scorsi ci ha procurato perdite fra il 10 e il 15% sui primi trapianti, ma grazie al caldo e alle escursioni termiche delle ultime settimane adesso la maturazione è perfetta e avremo pomodori di alta qualità”. Gli stessi che gli agricoltori del Casalasco usano per fare la salsa Pomì, schierata alle Olimpiadi di Rio nella mensa degli atleti azzurri, insieme al Grana Padano, all’olio, al riso, ai meloni e ai cocomeri Made in Italy.

Quest’anno – spiega la Coldiretti regionale – la produzione lombarda di pomodori dovrebbe superare i 5 milioni e mezzo di quintali su una superfice di oltre 8 mila ettari, la metà dei quali (4.042 ettari) concentrati in provincia di Mantova e un altro 27% su quella di Cremona (2.188 ettari). Il resto è distribuito fra Pavia (820 ettari), Brescia (564 ettari), Lodi (291 ettari), Milano (109 ettari) e Monza Brianza (poco meno di 7 ettari). “La coltivazione del pomodoro – spiega Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia – è una delle colonne dell’economia agricola della nostra regione. In dieci anni in Lombardia le superfici sono aumentate di oltre duemila ettari, mentre al nord ormai si raccoglie più della metà di tutto il pomodoro italiano”.

La necessità di garantire sempre maggiore qualità e informazione al consumatore – spiega Coldiretti Lombardia – ha portato le 370 aziende agricole che fanno riferimento al Consorzio Casalasco ad adottare la mappatura satellitare dei campi in modo che dalle confezioni di salsa sia possibile risalire anche all’immagine del terreno dove è avvenuta la raccolta. Il pomodoro lombardo finisce poi, sotto forma di passate, in tutto il mondo: dalla Germania agli Stati Uniti, dagli Emirati Arabi al Giappone.

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