Un commento

Morosità nelle case popolari:
fino a 1200 euro di contributo
agli inquilini collaborativi

Chi vive in una casa popolare (di proprietà Aler o Comune) e ha accumulato un debito per affitti o spese condominiali non superiore a 4000 euro, potrà beneficiare fino a 1200 euro di contributo regionali. Ma dovrà darsi da fare per uscire dalla situazione di emergenza.

Chi vive in una casa popolare (di proprietà Aler o Comune) e ha accumulato un debito per affitti o spese condominiali non superiore a 4000 euro, potrà beneficiare dei contributi concessi dalla Regione Lombardia in 133  comuni in ‘fabbisogno abitativo’, tra cui appunto Cremona. In cambio, però, l’assegnatario del beneficio dovrà firmare un ‘patto sociale’ che prevede, tra l’altro, l’avvio di un percorso di politiche attive del lavoro, attraverso un centro accreditato di ricerca di occupazione. Insomma, dovrà dimostrare la volontà di uscire da uno stato di emergenza collegato alla perdita del lavoro o altri fattori. E’ quanto prevede il regolamento che disciplina la nuova misura di solidarietà sociale attuata dalla Regione e recepita dal settore patrimonio del Comune, che ha così a disposizione 103mila euro da assegnare per ridurre la morosità nelle case popolari. L’ultimo monitoraggio svolto dal Comune (che dal 1 gennaio ha assunto in proprio la gestione di tutte le case di sua proprietà, oltre 1000 unità) la quota di nuclei famigliari non in regola coi pagamenti si aggira sul 15%, solo la metà dei quali già seguiti dai servizi sociali. Gli interessati al contributo dovranno presentare domanda dal 12 settembre al 12 ottobre presso il Servizio Alloggi in via dei Colonnetti. Il contributo può essere al massimo di 1200 euro: fino al 60% per ripianare il debito pregresso nei confronti dell’ente proprietario e per la restante quota come abbuono per la copertura delle sole spese dei servizi comuni maturate entro il 31 dicembre 2016.

Tra i requisiti richiesti: avere una permanenza minima nell’alloggio sociale di almeno 18 mesi dalla data di presentazione della domanda e avere già manifestato, alla data del 28 luglio 2016 (pubblicazione sul B.U.R.L. della delibera regionale), all’ente proprietario la volontà di concordare soluzioni per contenere e ridurre la morosità.

g.b.

 

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Commenti
  • Sandro Merli

    ENNESIMA BUFALA E TRUFFA, VERGOGNATEVI, OLTRE CHE AD ESSERE UN RICATTO IN QUANTO LE SOLUZIONI PROPOSTE SONO ANTI COSTITUZIONALI