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Referendum, Pd: prova di dialogo
tra sostenitori del 'sì' e del 'no'
Verso un'iniziativa comune

Prove di conciliazione tra le due anime del Pd che si scontrano sui temi del referendum costituzionale, divise tra i sostenitori del sì – la maggioranza del partito – e quelli del no. Dopo la spaccatura che si era verificata circa un mese fa, quando le segreterie cittadina e provinciale si erano rifiutate di inserire all’interno della Festa dell’Unità di Cremona un confronto tra i sostenitori del sì e quelli del no, come richiesto da quest’ultimi, ora i due gruppi cercano di venirsi incontro. Così terminato il giro delle Feste dell’Unità, con la conclusione di quella centrale di Ombrianello, il 7 settembre è previsto un incontro tra il portavoce del gruppo dei ‘no’, Paolo Bodini, e il segretario provinciale Matteo Piloni.

“Si vuole cercare di capire se ci sono i presupposti per un confronto pubblico promosso dal Pd in cui entrambe le parti in gioco possano esprimere il proprio parere” spiega Marco Pezzoni, membro del comitato per il ‘no’. “Se troveremo un accordo, si definità una data e i nomi dei relatori che porteranno avanti le due istanze”.

Certo, questo non significherebbe “un cambio di posizione del partito, ma sarebbe un modo per prendere atto che esiste una parte del Pd legittimata a portare avanti la prospettiva del no, o comunque dell’incertezza. Secondo molti sostenitori del no, la modifica dell’Italicum andrebbe fatta prima del referendum, cosa che invece Renzi non vuole assolutamente fare”.

Secondo Pezzoni, che ieri era presente a Roma ad un incontro con Massimo Dalema, “secondo voci piuttosto insistenti, sembra che vi sia chi sta cercando di fare pressione perché la Corte Costituzionale non si esprima sull’Italicum il 4 di ottobre, come previsto. Questo perché si teme che tale legge elettorale venga definita incostituzionale, come era accaduto per il Porcellum: una realtà di questo tipo farebbe pendere l’ago della bilancia del referendum verso il no, e questo infastidisce i sostenitori del sì” conclude Pezzoni.

LaBos

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