Tra innovazione d'epoca e tecnologia moderna: al Museo del Violino apre la mostra su Torriani
L'innovazione di un tempo coniugata con la tecnologia più moderna, in un mix accuratamente dosato per un effetto veramente strabiliante. Tutto questo è la mostra Janello Torriani, Genio del Rinascimento, presentata questa mattina che aprirà i suoi battenti oggi alle 17.30 con l'inaugurazione ufficiale ad invito, per poi aprire definitivamente da domani mattina.
Fotoservizio Francesco Sessa
L’innovazione di un tempo coniugata con la tecnologia più moderna, in un mix accuratamente dosato per un effetto veramente strabiliante. Tutto questo è la mostra Janello Torriani, Genio del Rinascimento, presentata questa mattina che aprirà i suoi battenti oggi alle 17.30 con l’inaugurazione ufficiale ad invito, per poi aprire definitivamente da domani mattina. Un’esposizione dotata di una grande impronta tecnologica, che alle costruzioni di un tempo affianca le più moderne tecnologie per l’immagine. Al termine del percorso espositivo, grazie a dei dispositivi per la realtà aumentata, è possibile calarsi virtualmente nei luoghi in cui ha vissuto Torriani e vedere in prima persona anche alcune delle sue opere.

La mostra nasce allo scopo di illustrare le opere di Torriani, nato a Cremona intorno all’anno 1500 e una delle figure più emblematiche ed allo stesso tempo disorientanti del panorama tecno-scientifico dell’Europa Rinascimentale. “Questa esposizione ricostruisce un saper fare importante, con delle costruzioni che esprimono grande genialità” afferma il sindaco Gianluca Galimberti. “Il saper fare abbinato alla grande inventiva artigianale genera opere incredibili, di cui Torriani è stato artefice. Oggi abbiamo bisogno ancora di queste cose: coniugare il saper fare basato sulla conoscenza con una grande capacità artigiana. Questa mostra non ci racconta solo il passato ma anche il futuro: ci indica infatti la strada da seguire per costruire nuove traiettorie di sviluppo. Bisogna coniugare il saper fare del territorio con l’innovazione tecnologica e utilizzarli per la promozione turistica e culturale della città”.

“Questo è il culmine degli eventi organizzati da UnoMedia, che ha promosso già diverse mostre, come quella degli arazzi della Cattedrale e quella su Magnum, collaborando con il Comune e con gli MdvFriends” spiega Tiziano Neviani, amministratore delegato del gruppo editoriale. La mostra si articola lungo dieci nodi tematici, come spiega il curatore scientifico Cristiano Zanetti: “Si racconta la storia di Torriani, uomo di grande talento ma anche un personaggio paradigmatico, che racconta pl’evoluzione di un mondo come quello di Da Vinci e Brunelleschi, personaggi Vitruviani che sapevano mettere insieme il sapere con il saper fare”.

Grande anche la collaborazione con le scuole, che hanno lavorato all’allestimento del progetto. Una mostra che non si conclude solo negli spazi espositivi del Museo del Violino, ma che prosegue in piazza Duomo, dove campeggia l’orologio del Torrazzo, ma anche al museo di Storia naturale, dove verrano esposte le opere realizzate dagli studenti e dove i ragazzi dell’Itis organizzaranno laboratori didattici per i ragazzi più giovani.
Abile fabbro ferraio, orologiaio di nomea universale, ingegnere idraulico geniale, matematico di corte e inventore acclamato, Janello Torriani conobbe già in vita una fama che andava ben oltre le mura della propria città. Tra le sue più importanti creazioni possiamo ricordare la prima macchina fresatrice, degli orologi planetari rivoluzionari, e l’Artificio di Toledo, la più grande macchina mai vista fino ad allora, che alzava le acque del fiume Tago per circa cento metri lungo un percorso di 300 metri. Torriani partecipò inoltre alla riforma gregoriana del calendario scrivendo un trattato e creando degli strumenti per il calcolo. Altre sue imprese matematiche e meccaniche abbracciano progetti di livellamento delle acque, fusione di campane, osservazioni astronomiche, produzione di automi e altre curiose creazioni, come un lucchetto a combinazione, innovative applicazioni della sospensione cardanica e mulini portatili a molla.

La mostra parte dunque dagli apparati celebrativi del tempo per dipanare il bandolo della matassa di una traiettoria professionale tra le più affascinanti della meccanica rinascimentale, svelandone il profilo sullo sfondo di una rigorosa contestualizzazione storica. La sfida principale di questa mostra sarà proprio quella di
utilizzare la storia di un individuo, ora meglio comprensibile grazie a nuove scoperte documentarie, per svelare al visitatore, attraverso la storia di un ingegnere vitruviano, un intero periodo.
Torriani sarà dunque una vera e propria guida, attraverso un momento considerato cruciale per le narrative interessate alle origini della Modernità: si tratta di quella stagione che taluni, ispirati dalla retorica del tempo, chiamano “Età del Nuovo”, posta tra Rinascimento e Rivoluzione Scientifica. Lo spazio geografico dell’azione del cremonese, permetterà di varcare gli attuali confini di Italia, Austria, Germania, Belgio, Olanda e Spagna, e, guardare allo sviluppo delle matematiche applicate tra ambiente urbano e corte, svelando il rapporto decisivo che intercorse tra innovazione tecnologica e potere. Grazie all’esperienza del Torriani, l’innovativa meccanica del Cinquecento sarà svelata agli occhi del visitatore, dallo sviluppo della micro-orologeria alla diffusione degli automi, dalle novità nell’industria dei mulini alla rivoluzione dei sistemi d’approvvigionamento idrico tra i quali, l’opera toledana dell’artigiano cremonese fu il picco più elevato. La storia di Janello Torriani porterà inoltre ad analizzare la figura dell’ingegnere rinascimentale, la sua elevazione sociale, e l’importantissimo sviluppo di questa professione nel ducato di Milano.

Grande la partecipazione da parte del Museo della Scienza e della Tecnica di Milano, che contribuisce all’esposizione con alcuni prestiti d’eccezione. Tra questi la copia perfetta del celeberrimo Astrario di Dondi, uno dei capolavori della scienza e della meccanica medievale. L’orologio originale risale alla seconda metà del 1300. Le ultime notizie relative all’Astrario dondiano risalgono al 1529 quando viene citato in occasione dell’arrivo in Italia di Carlo V, re di Spagna e Imperatore del Sacro Romano Impero. Il Tractus Astrarii scritto da Giovanni Dondi riporta fedelmente il lavoro di progettazione e costruzione dell’orologio astronomico.
Sempre dal Museo della Scienza e della Tecnica la mostra ospita anche un trattato che potrebbe essere definito come la “summa” delle conoscenze tecniche e tecnologiche, meccaniche in particolare, del Cinquecento. Si tratta Le diverse et artificiose machine di Agostino Ramelli. L’opera dedicata al re di Francia, pubblicata a Parigi nel 1588, consiste di 195 capitoli, ciascuno dei quali contiene l’illustrazione e la descrizione, in francese e in italiano, di una diversa macchina. Si tratta nella maggioranza dei casi di macchine per il sollevamento dell’acqua (norie, viti di Archimede e soprattutto una grande varietà di pompe), ma sono presenti anche vari tipi di mulini, seghe idrauliche e altre macchine azionate dalla forza dell’acqua, nonché gru, fontane e strumenti di interesse bellico.
Laura Bosio