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Legge sui parchi:
'La Regione
congeli il progetto'

La Provincia di Cremona chiede che la nuova legge regionale sui parchi resti congelata fino a quando non sarà definito il riassetto dei territori provinciali. Il progetto di legge è quello sulla “Riorganizzazione del sistema lombardo di gestione e tutela delle aree regionali protette e delle altre forme di tutela presenti sul territori”, promosso dall’Assessore regionale Claudia Maria Terzi.
La Provincia di Cremona, dopo aver incontrato i referenti locali dei Parchi ed operatori del settore, ha manifestato alla Regione alcune perplessità: “Il Pdl sulle aree protette viene emanato da Regione Lombardia in un periodo di difficile interpretazione legislativa – dichiara il consigliere provinciale Alberto Sisti – Gli enti Parco, enti di secondo livello, non possono prescindere, nella loro vita politico-amministrativa, dalla storia e dalla evoluzione legislativa degli enti territoriali che li compongono. Ci si riferisce alle Province che sono l’ente politicamente più rappresentativo all’interno delle assemblee, ora Comunità dei parchi, data l’assenza, per legge, di Regione Lombardia.
Le Province sono sempre state politicamente gli enti di riferimento dei Parchi e le stesse hanno assunto, all’interno dell’organo assembleare dei Parchi, funzioni di indirizzo politico amministrativo della Comunità”.
Conitnua Sisti: “Riformare i Parchi senza sapere prima le competenze che avranno le Province si ritiene che sia molto difficile. Come è possibile cambiare la vita dei Parchi (con aggregazioni tra loro o con annessioni di ulteriori territori) senza conoscere le competenze che assumeranno le Province? Non sapere, a tutt’oggi, il ruolo e le funzioni delle Province, impedisce alle stesse di svolgere un ruolo attivo, nelle sedi opportune, anche solo per la messa in atto e per l’esecuzione della nuova legge di cui trattasi.
Una Comunità di un Parco senza una Provincia, conscia delle proprie competenze e delle proprie risorse, anche economiche, è un organo spuntato, proprio nel momento in cui il Parco deve adempiere ai nuovi obblighi fissati dalla futura legge regionale”.
Ha concluso Sisti: “Si ritiene, pertanto, che il progetto di legge regionale debba essere sospeso in attesa di conoscere il destino delle Province, anche in un’ottica regionale e non solo a seguito del referendum costituzionale”.
Tra le perplessità espresse, vi sono anche rilievi che afferiscono all’evoluzione normativa del comparto, in merito all’acquisizione dei Plis da parte dei Parchi, con il fondato timore che i terreni dei Plis, acquisiti dai Parchi, debbano poi sottostare alle regole, alle normative dei parchi: diversi Plis sono lontani geograficamente dai Parchi e ciò renderebbe ulteriormente complicata la realizzazione del dettato normativo.

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