Cronaca
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Delitto Moreni, Paraga sceglie l'abbreviato. Il processo era a rischio

Sarà processato con il rito abbreviato, Paraga, l’ex comandate delle milizie paramilitari bosniache accusato della strage di Gornji Vakuf del 1993 nella quale morirono i bresciani Guido Puletti, Sergio Lana e il cremonese Fabio Moreni.

Sarà processato con il rito abbreviato, Hanefija Prijic, 52 anni, conosciuto come Paraga, l’ex comandate delle milizie paramilitari bosniache accusato della strage di Gornji Vakuf del 1993 nella quale morirono i bresciani Guido Puletti, Sergio Lana e il cremonese Fabio Moreni, i tre volontari che stavano portando aiuti in Bosnia. Oggi, in udienza preliminare davanti al gup di Brescia Carlo Bianchetti, si sono costituiti parte civile due sorelle di Guido Puletti, la sua convivente al momento della morte e poi Cristian Penocchio e Agostino Zanotti, unici sopravvissuti alla strage. In patria, Paraga era già stato condannato a 13 anni. Ora il bosniaco affronterà il processo italiano che ha rischiato seriamente di saltare. Solo venerdì è arrivata in procura a Brescia dal Ministero l’autorizzazione a processare un cittadino straniero che all’estero ha commesso un reato nei confronti di italiani. Fondamentale sarebbe stata la pressione dei parlamentari bresciani. Se non fosse arrivata in tempo l’autorizzazione, Paraga sarebbe stato scarcerato e gli atti sarebbero dovuti tornare in procura. L’udienza è stata rinviata al 15 dicembre. Paraga, attualmente in carcere a Brescia, era stato arrestato in Germania e poi estradato in Italia. L’imputato, difeso dall’avvocato Chantal Frigerio, si è sempre proclamato innocente. Agli inquirenti aveva confermato che i suoi uomini avevano effettivamente fermato il convoglio dei volontari che trasportava cibo e medicine. Il mezzo era stato controllato per vedere cosa contenesse, dopodichè i cinque erano stati trattenuti e fatti salire su un carro. Improvvisamente c’erano stati degli spari, ma su questo punto il comandante era stato vago, dicendo che non si era accorto di chi aveva cominciato a sparare. Secondo l’accusa, però, la fucilazione non sarebbe stata possibile senza l’ordine diretto dello stesso Paraga. Gravi i reati di cui Hanefija Prijic deve rispondere: omicidio in concorso con persone non identificate e tentato omicidio con l’aggravante di aver diretto quanto accaduto. A questo vanno aggiunte rapina e sequestro di persona.

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