Cronaca
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Ubriachi al volante. Al posto della pena, lavori socialmente utili a scuola

Rinnovata per altri due anni la convenzione tra il tribunale di Cremona e l’Istituto comprensivo Cremona Quattro per lo svolgimento dei lavori di pubblica utilità per chi guida ubriaco.

Nella foto, da sinistra la dirigente Laura Poli, la presidente Ines Marini e la professoressa Barbara Azzali

Due anni fa tra il tribunale di Cremona e l’Istituto comprensivo Cremona Quattro era stata  stipulata una convenzione per lo svolgimento dei lavori di pubblica utilità per chi guida ubriaco. Oggi, a distanza di due anni, visto il successo dell’iniziativa, quella convenzione è stata rinnovata per altri due anni. Soddisfatte la presidente del tribunale Ines Marini e la dirigente scolastica Barbara Azzali, che questa mattina in tribunale, alla presenza della dirigente del tribunale Laura Poli, hanno firmato il rinnovo.

Dunque, in caso di condanna, gli automobilisti trovati in stato di ebbrezza potranno chiedere al giudice di trasformare la pena in lavori di pubblica utilità anche presso l’Istituto comprensivo Cremona Quattro, che si aggiunge alla lista di convenzioni stipulate dal tribunale con Comuni, associazioni e Onlus del territorio.

In questi due anni alla scuola di via Corte, che comprende nove plessi scolastici tra Cremona, Bonemerse e Gerre dè Caprioli, tra infanzia, primaria e scuola media, i condannati, in orari specifici, ma comunque non coincidenti con l’attività didattica, si sono occupati  gratuitamente della manutenzione degli spazi verdi, dei serramenti, svolgendo piccoli lavori di falegnameria o di tinteggiatura di porte e finestre e lavori di pulizia dei locali scolastici come aule, palestre e laboratori.

“In questi due anni abbiamo avuto otto persone”, ha spiegato la dirigente scolastica. “La maggior parte uomini, ma anche un paio di donne, tra i trenta e i quarant’anni. Solo uno sopra i 50. Chi aveva qualche competenza ha lavorato come muratore, altri hanno tinteggiato, altri ancora hanno fatto le pulizie o hanno aiutato a spostare libri e mobili”. C’è chi ha ritinteggiato la facciata dell’ingresso della scuola Anna Frank e chi quella della scuola primaria Don Primo Mazzolari, chi ha fatto lavori di facchinaggio e chi di pulizia. “Ogni persona”, ha continuato la professoressa Azzali, “ci fornisce un certo numero di ore di lavoro gratuito, e per noi è una risorsa importante, visto che siamo in ristrettezze di organico. In questo modo abbiamo avuto l’opportunità di sistemare le scuole”. “Per noi sono stati aiuti preziosi”, ha aggiunto la dirigente scolastica, che ha specificato che i costi del materiale sono stati in parte a carico dal Comune  e in parte grazie ad autofinanziamenti della scuola:

“Coloro che sono venuti da noi sono stati accolti bene”, ha detto ancora la Azzali, “e si sono anche divertiti”. La dirigente ha ricordato l’episodio di un ragazzo che aveva bevuto e che si era messo al volante perché l’amico che doveva guidare, e che quindi non aveva bevuto, non si era sentito bene. Durante il tragitto di rientro a casa era stato fermato. “Anche lui, quindi, è venuto a scuola a svolgere lavori socialmente utili. Un ragazzo bravissimo, appartenente ad una famiglia modello”.

Per la presidente Marini, questa idea è da considerarsi “fantastica per l’utilizzo delle risorse”. “In più”, ha aggiunto la dirigente Poli, “si parla di pene non più solo punitive, ma che hanno l’obiettivo di rieducare. Abbiamo dunque raggiunto un principio costituzionale di alto livello. Bisogna avere la capacità di cogliere le opportunità”. Un esempio di “buona scuola”, un modello al quale anche altri istituti dovrebbero guardare.

Sara Pizzorni

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