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Droga e armi asportate da
ufficio sequestri: arrestati
2 dipendenti del tribunale

Due dipendenti del Tribunale di Cremona (un addetto dell’Ufficio Corpi di Reato e un addetto della Cancelleria civile) sono stati arrestati dalla polizia con le accuse di peculato e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di armi da guerra e comuni da sparo. Si tratta di Francesco Manfredi e Attilio Valcarenghi, entrambi cremonesi.

L’operazione, eseguita venerdì, è stata resa nota lunedì mattina dalla Questura in una conferenza stampa tenuta dal capo della Squadra Mobile, Nicola Lelario, affiancato dal dirigente della Squadra Volante, Vincenzo Scognamiglio. Tutto è partito la settimana scorsa dopo una segnalazione della sezione Polizia Giudiziaria di Palazzo di giustizia, che aveva notato una manomissione tra i reperti. Secondo le indagini svolte della Squadra Mobile cremonese e da personale della Sezione di Polizia Giudiziaria, in collaborazione con il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, l’addetto dell’Ufficio Corpi di Reato, abusando della sua posizione, ha asportato in diverse occasioni della droga sequestrata e contenuta nei reperti destinati alla distruzione a seguito della chiusura dei processi. L’altro, invece, appassionato di armi (alcune detenute legalmente), almeno in un’occasione, secondo gli investigatori, si è fatto consegnare dal complice delle munizioni sequestrate che poi ha nascosto all’interno di una tasca.

Nei giorni scorsi i poliziotti, monitorando l’attività dell’addetto dell’Ufficio Corpi di Reato, grazie all’ausilio di telecamere nascoste, lo hanno sorpreso mentre riempiva una borsa con circa quattro chilogrammi di droga, tra hashish, marijuana e cocaina e l’hanno così fermato mentre andava a casa a bordo del suo scooter. Subito dopo invece, è stata effettuata una perquisizione nell’abitazione dell’altra persona arrestata, dove sono state rinvenute numerose armi da guerra e da sparo non denunciate e detenute illegalmente, un paio delle quali risultate asportate tra il materiale sequestrato del Tribunale (le armi detenute legalmente dall’uomo sono state ritirate dalla polizia in via cautelativa).

Resta da capire da quanto tempo andava avanti la questione. In corso ulteriori accertamenti, anche perché la quantità di droga ha portato gli investigatori a pensare all’esistenza di soggetti a cui destinare la sostanza stupefacente. Ulteriori verifiche anche per quanto riguarda le armi (non è da escludere il possesso per piacere personale alla luce della passione dell’arrestato per tali oggetti), ancora da stabilire esattamente quante sono quelle asportate dal Tribunale.

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