Un commento

Fin denuncia: 'Scarsa
trasparenza'. Società
del nuoto protestano

La Fin regionale rinnova la volontà di collaborare con il Comune sulle piscine ma fornisce la sua versione dei fatti. La Federazione sarebbe stata accantonata dalla trattativa nonostante "il percorso amministrativo da noi suggerito non è e non è mai stato parificabile, né in termini giuridici né in termini economici, ad un project financing. Non possiamo sottacere l’evidente difetto di trasparenza amministrativa".

La Fin regionale rinnova la volontà di collaborare con il Comune sul caso piscine ma fornisce una ricostruzione dei fatti dell’ultimo anno molto diversa da quella diffusa dall’assessore allo sport Mauro Platé. “A tutt’oggi non era e non è pervenuta presso i nostri uffici alcuna ufficiale comunicazione di riscontro al prospettato e più volte sollecitato iter amministrativo per la redazione e approvazione della nuova convenzione pluriennale, in merito al quale, come noto, la Scrivente ha manifestato la propria più ampia disponibilità alle condizioni più volte dibattute e che hanno già ottenuto l’assenso della Sede centrale nazionale di anticipare la somma di euro 500.000,00 per l’immediata realizzazione degli interventi di riqualificazione dell’impianto”. E’ uno dei passaggi della lettera inviata oggi dal presidente del comitato regionale lombardo della Fin Danilo Vucenovich al Comune, in prossimità del dibattito previsto domani in consiglio comunale.

Nella lettera la federazione dichiara in sostanza di non essere stata coinvolta nella trattativa nonostante il carattere di ente pubblico che riveste potesse fornire la massima garanzia di trasparenza nei rapporti con il Comune. E se in passato c’è stata più di una lamentela sulla gestione della piscina (la Fin attraverso un direttore di impianto oggi non più presente, l’ha gestita per vent’anni), la federazione ricorda di aver “provveduto a censurare e prendere le distanze da alcune circostanze, senza che ci fosse arrivata una contestazione al riguardo”. Quanto alle somme arretrate che la Fin ora chiede al Comune, viene precisato che “questa non è un’invenzione dell’ultim’ora, ma risale al 2011 senza che mai gli organi comunali deputati a risolverla abbiano attivato le necessarie procedure, pure previste all’interno degli articolati convenzionali ed è stata, quindi, oggetto degli incontri in Comune, non potendo la Federazione abbandonare tale credito”.

La Fin regionale, che pure nel secondo semestre 2015 aveva avuto alcuni incontri con l’assessore, fino alla formulazione di una proposta finale a dicembre 2015, dichiara di aver saputo solo dalla stampa che la fase di trattativa era da considerarsi terminata. Eppure, sottolinea, “il percorso amministrativo da noi suggerito non è e non è mai stato parificabile, né in termini giuridici né in termini economici, ad un project financing. D’altra parte l’accordo con un soggetto avente finalità istituzionale dovrebbe avere altri scopi e offrire altre garanzie rispetto al rapporto con soggetti aventi natura privatistica e in ogni caso andrebbero analizzati attentamente i risultati, più che le promesse, di queste diverse gestioni visto che esistono e sono verificabili. Stante quanto sopra, non possiamo sottacere l’evidente difetto di trasparenza amministrativa dell’Amministrazione, la quale, senza aver data seguito alle nostre proposte stava valutando e perseguendo la strada dell’affidamento della gestione dell’impianto ad una nota società privata in regime di project financing.

LA LETTERA DELLA FIN REGIONALE

LA PROTESTA DELLE SOCIETA’ DEL NUOTO – Intanto anche sul fronte locale qualcosa si muove. I rappresentanti delle società natatorie cremonesi, ma anche i soci delle canottieri, parteciperanno al consiglio comunale di domani martedi 25 ottobre, nel quale è prevista la discussione dell’odg sul tema piscine di Obiettivo Cremona con Perri, primo firmatario la capogruppo Maria Vittoria Ceraso. Indosseranno le divise che li identificano, per una protesta silenziosa, con tanto di cartelli per chiedere al sindaco e alla giunta di fare un passo indietro rispetto al cammino che l’amministrazione ha intrapreso sul futuro delle piscine. Una protesta senza però diritto di parola. Il caso è finito nei giorni scorsi sui tavoli della procura con l’esposto contro ignoti del consigliere di minoranza di Fratelli d’Italia Marcello Ventura, che lo ha anche inviato all’Anac, autorità nazionale anticorruzione, per una vicenda che, secondo quanto scritto nell’esposto, getta ombre sull’operato dell’amministrazione comunale. Successivamente è giunta anche la lettera delle società canottieri consegnata alla presidente del consiglio Simona Pasquali, seguita dalla risposta dell’assessore Mauro Platè. Ora un nuovo round del ‘caso piscina’ che approda domani in consiglio comunale.

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Commenti
  • Dott. Landi Roberto

    Quando a denunciare tutte queste irregolarità, nelle scorse settimane, fu il consigliere di minoranza Ventura, fu prima tacciato di manie di protagonismo, poi di propalare falsità, quindi di aver travalicato asseriti limiti di correttezza deontologica nei rapporti con la maggioranza (della serie : stai zitto e non osare lamentarti, non è politically correct. In Consiglio ti devi sedere solo per far tappezzeria ). Ora tutto emerge esattamente negli esatti termini da questi segnalati. Sollevando un coro di vibrate proteste. L’ennesimo disastro di Galimberti (e dei suoi sodali), che ora darà la colpa a qualche oscuro complotto delle forze reazionarie. Novello Peppone, temo trinariciuto al pari del suo più illustre (e più simpatico) predecessore.