Cronaca
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Accoglienza, stato in ritardo in pagamenti Coop. Sentiero: 'Da novembre difficoltà'

Foto tratte dalla pagina facebook del progetto "La casa dei papaveri" presso le ex scuole di Picenengo

Per ora la situazione non è grave, ma se il Ministero dovesse tardare oltre novembre nei pagamenti alle cooperative che si occupano di immigrati, inizierebbe a diventare preoccupante. La presidente della cooperativa Sentiero, Nicoletta Silva, spiega la situazione che si sta creando a Picenengo, dove da un anno e mezzo sono ospitati profughi nel centro di prima accoglienza ricavato nelle ex scuole. “C’è un leggero ritardo che per adesso riusciamo a gestire, ma mi auguro che si risolva entro novembre, se no qualche problema potrebbe esserci. I rapporti con la Prefettura sono buoni – afferma – ci sentiamo spesso e i fondi vengono girati non appena in disponibilità. Anche lo scorso anno era successo, il problema è che gli sbarchi sono sempre più numerosi e il budget stanziato quest’anno è finito già a giugno, mentre in passato si arrivava ad ottobre”.

Mentre a livello nazionale sta esplodendo il problema della collocazione delle migliaia di persone che continuano ad approdare sulle coste meridionali, a Picenengo la struttura è al limite delle sue possibilità.  Anche un po’ oltre, visto che ospita 45 persone e 40 sarebbe la cifra ottimale per la gestione. La cooperativa Sentiero occupa qui sei operatori, che garantiscono  una presenza costante, tra cui il responsabile della struttura, presente 24 ore su 24. La permanenza dei migranti non ha creato problemi eclatanti di convivenza con il vicinato, nulla di paragonabile a quanto accaduto ieri a Goro, nel Ferrarese.  “Certo, qualche screzio si può sempre creare – spiega Silva – Uno dei ragazzi, che adesso non è più a Picenengo, era di quelli a cui non va bene niente e posso capire il fastidio arrecato. Però direi che in generale il quartiere non ha reagito male e noi dal canto nostro facciamo quello che siamo chiamati a fare: integrazione attraverso attività di lavoro, ore di scuola per arrivare almeno alla terza media, attività ricreative come una squadra di calcio e in questo devo dire che la presenza di un parroco sempre collaborativo è molto importante. Inizialmente ci siamo rivolti alla Caritas per i pasti; poi abbiamo attrezzato ciascun appartamento con una cucina, quindi i ragazzi provvedono da sé. Non sono invece autonomi per la spesa: per evitare problemi con la rendicontazione (verso la prefettura, ndr) siamo noi della cooperativa a provvedere”. I costi sostenuti dalla coop sono dunque questi: vitto, assistenza sanitaria, le lunghissime e tortuose pratiche legali. Tutte spese che la cooperativa, come ogni altro soggetto accreditato per l’accoglienza, sostiene accendendo prestiti bancari  sulla base della garanzia del finanziamento statale. E’ qui che sorgerebbero problemi, nel caso questi ritardassero ancora molto.

Ma il vero nodo è la lunga permanenza dei migranti in attesa di conoscere il loro destino, che nessuno di loro vuole necessariamente legare a Cremona o all’Italia.  “Aspettano anche fino un anno per il primo appuntamento in questura”, spiega la responsabile di Sentiero. Soltanto nove, della cinquantina arrivata due anni fa, sono stati ammessi nel circuito Sprar, il programma di accoglienza non emergenziale varato dallo Stato e che adesso una nuova legge vorrebbe implementare per gestire l’immigrazione secondo logiche di programmazione. Questi nove sono stati inseriti nel consorzio Farsi Prossimo di Milano, dove hanno abitazioni dedicate e percorsi di formazione professionale e inserimento lavorativo protetto. I 45 alloggiati a Picenengo invece restano in attesa, mentre i  nuovi arrivi sono continui. La cooperativa Sentiero gestisce anche piccoli gruppi di migranti in appartamenti locati in provincia, ad esempio a Vescovato, oltre a piccole comunità di minori non accompagnati.

LA NUOVA LEGGE PER POTENZIARE I PROGETTO SPRAR – Pubblicata lo scorso 27 agosto, è frutto della collaborazione tra Ministero dell’Interno e Anci. Se verrà finanziata (se ne discute in questi giorni), i Comuni che daranno disponibilità di accoglienza ai migranti potranno godere di un contributo di 500 euro per ogni richiedente asilo accolto fino alla data del 15 ottobre, soldi che potranno  essere utilizzati per fini anche diversi da quelli legati all’emergenza migranti, ad esempio per l’illuminazione delle strade, la manutenzione e ogni altro servizio per i cittadini che il sindaco ritenga necessario. Cremona aderisce da anni al progetto Sprar e presumibilmente darà la propria disponibilità anche stavolta. Come dichiara l’assessore al Welfare Rosita Viola, “aspettiamo la finanziaria per capire se c’è la copertura e quali proposte vengono approvate. Guardiamo con favore la possibilità di sblocco del turnover per il personale dei servizi sociali, anagrafe, polizia locale e anche la clausola di salvaguardia”.
G. Biagi

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