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Delitto di via Brenti,
nove anni a Libero Marini
per l'omicidio della moglie

Foto Sessa

Condannato a nove anni e quattro mesi per l’omicidio della moglie. Così ha deciso il gup Christian Colombo nei confronti di Libero Marini, 76 anni, colpevole di aver ucciso il 13 febbraio scorso la moglie Ernestina Bianca Chiari, 74 anni, con una sola, ma fatale, coltellata alla gola nel loro appartamento di via Brenti. L’uomo è stato processato con il rito abbreviato, che dà diritto allo sconto di un terzo della pena. Per l’imputato, il pm Francesco Ignazio Abbadessa aveva chiesto 16 anni. Attualmente il 76enne è ospite, in regime di arresti domiciliari, presso una casa per anziani nel piacentino dopo essere stato ricoverato per due mesi nel reparto psichiatrico dell’ospedale di Cremona. “Dagli atti emerge che il mio cliente, dal giorno dell’evento, soffre di un decadimento cognitivo”, ha spiegato il legale della difesa, l’avvocato Stefano Moruzzi. “La moglie, dopo essere stata colpita dall’ictus, non accettava la sua condizione, e quotidianamente gli chiedeva di aiutarla a morire”. “La coppia era molto unita”, ha aggiunto l’avvocato, “tanto che Marini, dopo il fatto, ha tentato di togliersi la vita, senza poi riuscirci. Il suo intento era quello di raggiungerla”. Una tragedia familiare: l’uomo, dunque, non sarebbe più riuscito a sopportare la sofferenza della compagna di una vita, colpita la scorsa estate da un ictus che le aveva paralizzato metà del corpo. La donna, costretta su una sedia a rotelle, era rientrata da un paio di giorni dalla clinica Le Ancelle della Carità, dove aveva trascorso un lungo periodo di riabilitazione. Dopo l’omicidio, commesso in tarda serata, Marini era rimasto tutta la notte in casa con il cadavere della moglie fino alla mattina intorno alle otto, quando era arrivata la badante che si sarebbe dovuta occupare della malata. Era stata lei a chiamare i carabinieri. Per la difesa, un gesto d’amore, vista la disperazione del pensionato che non riusciva più ad assistere la moglie.

Sara Pizzorni

 

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