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Consulta stranieri
alla stretta finale, pronta
la bozza di regolamento

L'organismo di rappresentanza per i cittadini non comunitari dovrebbe diventare realtà entro l'anno. Mercoledì la bozza di regolamento sarà presentata in ufficio di presidenza. Il presidente della Consulta potrà partecipare alle commissioni con diritto di parola anche se non di voto.

Dopo due regolamenti che hanno fatto discutere (uno per l’istituzione del registro dei testamenti biologici, l’altro per le unioni civili) in Comune  è in arrivo un terzo documento che potrebbe dare adito a controversie, relativo all’istituzione della Consulta degli stranieri. La bozza ha iniziato a circolare in vista della seduta dell’Ufficio di presidenza in riunione congiunta con la commissione welfare, mercoledì prossimo 30 novembre. Più che probabile (come sempre avvenuto per i precedenti regolamenti), la partecipazione dell’assessore al Welfare di Comunità Rosita Viola, interlocutore dei proponenti. Scopo della Consulta (organo consultivo per sindaco, giunta, consiglieri e commissioni) è favorire la partecipazione dei cittadini stranieri non comunitari ed apolidi alla vita della città e sarà composta da un minimo di 8 a un massimo di 20 membri eletti. Tra gli scopi dell’organismo, rappresentare all’amministrazione comunale “le problematiche che rendono difficoltoso l’inserimento sociale, economico e culturale dei cittadini stranieri regolarmente presenti a Cremona affinchè (l’amministrazione) se ne prenda carico o se ne faccia interprete e sostenitore”; fornire informazioni agli stranieri sugli strumenti di partecipazione; promuovere iniziative per prevenire le discriminazioni, favorendo anche le pari opportunità per le donne e favorendo la loro partecipazione alla vita pubblica. Inoltre la Consulta potrà promuovere “di concerto con gli organi istituzionali competenti, iniziative volte a cittadini stranieri finalizzate alla conoscenza delle istituzioni e del contesto normativo italiano, con particolare attenzione all’immigrazione, al lavoro, all’assistenza sociosanitaria e previdenziale, all’istruzione, alla formazione professionale, alla fruizione dei servizi pubblici e all’accesso all’edilizia residenziale pubblica”.

Gli stranieri residenti a Cremona sono circa il 14%, con i romeni che rappresentano  il gruppo più consistente seguiti da albanesi, cinesi, marocchini. A spingere per l’ufficializzazione della consulta era stata, circa due anni fa, l’associazione Cittadini Immigrati onlus, presieduta a Rosanna Ciaceri. Lungo il percorso che sta portando all’istituzione della Consulta, percorso iniziato con una raccolta firme tra la popolazione interessata, sfruttando lo strumento previsto dallo statuto comunale della ‘proposta popolare’ di delibera. C’è stato anche qualche attrito, in questi due anni, tra associazione e amministrazione per il prolungarsi dai tempi. Adesso però pare che sia la volta buona. Come ha scritto la stessa Ciaceri in un suo intervento di qualche mese fa per incoraggiare l’amministrazione a formalizzare la Consulta, “stiamo incoraggiando aspiranti candidati con professionalità, istruzione e cultura diverse. Niente religione a prescindere. Il progetto è civico. Qualcuno sa chi sono? Tra loro ci sono laureati in giurisprudenza o studenti, impiegati, operai, commercianti , persino liutai. Niente “vu’ cumprà” o imam, o preti sikh… Con il rispetto per i preti”.

La parola, adesso, ai consiglieri.

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