Cronaca
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Liuteria e Artistico scuola unica, con Crema sfiorata la lite su liceo sportivo

Il Racchetti Da Vinci di Crema e il Torriani di Cremona

Approvato in Regione il Piano di organizzazione della rete scolastica lombarda. E’ l’epilogo della discussione che aveva diviso, la scorsa primavera scuole e istituzioni cremasche da quelle cremonesi per via della richiesta di autonomia da parte di Crema per le proprie sezioni distaccate dell’istituto agrario Stanga. Alla fine hanno prevalso le ragioni del capoluogo: lo Stanga resterà un unico istituto con direzione a Cremona e sedi staccate a Crema e Pandino; si rompe dopo appena qualche anno dall’avvio l’unione tra i due professionali per l’industria Apc Cremona e Marazzi Crema (quest’ultimo è accorpato allo Sraffa); l’Apc perde definitivamente la sua autonomia e finisce sotto la direzione del Torriani, scuola sempre più complessa, visto che attiverà anche la nuova sezione di liceo scientifico sportivo.
Grossa novità per l’istituto Stradivari, che comprende istituto tecnico, scuola interazione di liuteria e liceo musicale: da sempre sottodimensionato, viene ora accorpato in un’unica dirigenza con il liceo artistico Munari (finora dipendente da Crema). Era l’obiettivo dell’amministrazione comunale che ci tiene molto a rafforzare la scuola- simbolo della tradizione liutaria cremonese.

Un altro fronte ha rischiato negli ultimi giorni di innescare una nuova competizione tra Crema da Cremona, il liceo scientifico ad indirizzo sportivo. C’era infatti anche l’istituto Racchetti – Da Vinci di Crema (liceo classico e scientifico) tra i candidati ad attivare il corso, che alla fine è stato assegnato al Torriani di Cremona. Quello cremasco è stato scartato in quanto non dava garanzie di poter sostenere il corso in totale autonomia finanziaria. In particolare come si legge nel verbale della seduta di Consiglio provinciale del 16 dicembre, la scuola non ha “sottoscritto le clausole in ordine alla non determinazione di aggravio di spesa per la Provincia in riferimento alle dotazioni strutturali/ strumentali necessarie e ad altri servizi”. Altro particolare che ha fatto pendere l’ago della bilancia dalla parte di Cremona, l’assenza, nella proposta della scuola cremasca, “di riferimenti a convenzioni/accordi con società sportive, come previsto dall’art. 4 del DPR 52/2013”.

Un nuovo braccio di ferro tra scuole cremasche e cremonesi? Stavolta la politica non è entrata a gamba tesa come qualche mese fa per lo Stanga, ma qualche scricchiolio c’è ancora. Come spiega il dirigente del Racchetti- da Vinci Celestino Cremonesi: “La Consulta provinciale, deputata a dare un parere obbligatorio seppure non vincolante, si era espressa in modo chiaro, approvando il nostro progetto con 6 voti favorevoli, uno contrario e  due astenuti”. E dalla seduta di consiglio provinciale che ha preso la decisione finale, lo scorso 16 dicembre, erano assenti gli esponenti cremaschi Silvia Bonaldi, Giuseppe Lupo Stanghellini  e Giuseppe Uberti.

“La Provincia ha insistito sul fatto che l’attivazione avvenisse senza oneri a suo carico – aggiunge  Cremonesi. Ma le disposizioni regionali specificavano solo che  non comportasse scostamenti in termini di personale, né in esubero né in perdenti posto; nessun accenno ad altri tipi di aggravi economici. E questo abbiamo specificato nella proposta”. La Provincia d’altra parte è alle prese con le note ristrettezze di fondi: per questo, nell’invitare i licei scientifici e delle scienze applicate a presentare la loro candidatura, aveva chiesto un’autodichiarazione in merito al “possesso delle idonee strutture per l’attivazione del percorso, senza oneri aggiuntivi a carico della Provincia in riferimento sia alle dotazioni strutturali e strumentali necessarie sia ad altri ulteriori servizi”. Il Torriani l’ha fatto, addirittura dichiarando che “nel caso fossero necessari ulteriori impianti sportivi per lo svolgimento dell’attività prevista dal corso di studi in parola, la scuola provvederà in autonomia al loro reperimento senza alcun aggravio a carico della Provincia, che l’attivazione e la messa a regime del percorso di “Liceo Scientifico – sezione ad indirizzo sportivo” presso l’I.I.S. “Torriani” non determina aggravio di spesa per la Provincia in riferimento sia alle dotazioni strutturali e strumentali necessarie (aule, arredi, materiali, attrezzature didattiche e di laboratorio, impianti sportivi, …) sia ad altri ulteriori servizi (trasporto suppletivo studenti, …)”.

Insomma, tutto a costo zero per il boccheggiante ente di corso Vittorio Emanuele. La sezione di liceo ad indirizzo sportivo partirà dunque l’anno prossimo nella scuola di via Seminario, anche se non è ancora chiaro con quale quadro orario e con quali scostamenti rispetto alle scienze applicate (corso che proseguirà regolarmente al Torriani). Tutto ciò sta costringendo il corpo docente ad una corsa contro il tempo: sul sito internet della scuola la novità non è ancora stata aggiunta, i depliant pubblicati per le preiscrizioni sono ormai superat,  le famiglie devono decidere entro il 6 febbraio. Tutto per ‘colpa’ del ritardo della programmazione dall’alto: solo il 30 novembre la regione ha informato l’ufficio scolastico provinciale della possibiltà di istituire una sezione di Liceo sportivo, una e soltanto una per ogni indirizzo autorizzato, senza tuttavia escludere più di una sezione per provincia. Entro il 12 dicembre le scuole interessate dovevano far pervenire la loro proposta. Il 16, poi la decisione finale della Provincia.

g.biagi

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