Un commento

Riordino viabilistico
quartiere Po: perplessità
sui nuovi sensi unici

Sono soprattutto i nuovi sensi unici che la giunta ha deciso di adottare in via Oglio e in via Chiese a creare parecchio malumore tra residenti, operatori commerciali e professionisti del quartiere Po. Il direttivo del comitato di quartiere 10 ha preferito non prendere ufficialmente una posizione nei confronti della proposta del Comune, che con una delibera di giunta di dicembre, ha adottato il nuovo schema viabilistico dopo aver chiesto il contributo ai residenti (la piantina con le novità era stata divulgata anche sulla pagina facebook del comitato di quartiere).  L’argomento è di quelli che divide la popolazione tra favorevoli e contrari e trovare una soluzione che vada bene per tutti è impossibile. In particolare, è controverso il senso unico che si vorrebbe istituire in via Oglio, dove si trovano la frequentatissima farmacia Zamboni, con auto spesso parcheggiate alla ‘selvaggia’ proprio in prossimità del semaforo, e la gelateria Belsit: da una parte i genitori che chiedono più sicurezza per i bambini che accedono alla scuola Monteverdi e all’asilo Agazzi; dall’altra gli operatori commerciali che, seppure mai usciti pubblicamente sull’argomento, sarebbero ostili al senso unico. Si fa strada allora un’ipotesi: perchè non istituire il blocco del traffico solo nei momenti di punta? Ad esempio all’ingresso e all’uscita dalle scuole?

Suscita perplessità anche il senso unico in via Chiese, dall’incrocio con Cristo Re a via Trebbia, in direzione di quest’ultima, visto il frequente uso della bicicletta in entrambi i sensi di marcia per i ragazzi che frequentano la media Virgilio. La nuova viabilità, secondo le intenzioni della giunta, dovrebbe entrare in vigore da marzo. Non suscitano divisioni, invece, i nuovi sensi unici nella parte terminale del quartiere, (Via Toti – Paolucci de Calboli).

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Commenti
  • Stefano Bocci

    C’è un errore: il senso unico in via Chiese sarebbe da via Trebbia verso via Mincio, dove c’è l’incrocio con Cristo Re; non il contrario, come attesta l’articolo, peraltro non firmato.
    Stefano Bocci.