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Piace la coltivazione
'fai da te'. Altri 13 orti
assegnati in viale Po

Ampliata l’area destinata agli orti comunali presso il quartiere Po: 13 i residenti che avevano fatto richiesta e che il 10 dicembre sono stati ufficialmente inseriti nell’elenco assegnatari tenuto dall’Aup, associazione unitaria pensionati che gestisce gli orti per conto del Comune. L’area verde in via Arenili originariamente prevista per le coltivazioni è stata quasi raddoppiata, a dimostrazione del grande interesse che riscuote la coltivazione ‘fai da te’. Una pratica che il Comune, attraverso l’assessore Rosita Viola, vuole incentivare, mettendo però dei paletti su diritti e doveri e soprattutto scongiurando la pratica dell’abusivismo, che è ancora diffuso. Come allo Zaist, ad esempio, dove accanto agli orti in origine autorizzati sono sorte piccole ortaglie lungo la striscia di terreno lungo la ferrovia. Dovrebbe essere Rfi ad intervenire negli sgomberi, ma non l’ha ancora fatto. L’altro giorno, intanto, la Giunta ha approvato la versione finale del regolamento d’uso che dovrà essere portato in commissione (era già successo a giugno) per l’approvazione finale. In esso si prevede la possibilità di allargare a più gruppi di interesse (scuole, associazioni di volontariato ecc) la possibilità di utilizzare gli orti, per le finalità di promozione sociale, educazione, socializzazione, promozione di un’alimentazione più sana.

“Ritengo che vada a tutela di tutti – aveva affermato l’assessore Viola lo scorso giugno nel presentare in Commissione Ambiente la bozza di regolamento  – stabilire regole chiare e condivise in modo da avere la definizione di quale sia il rapporto tra il pubblico e i cittadini privati. La proposta di Regolamento è stata inviata a tutti i Comitati di Quartiere e a diverse Associazioni. Sono arrivati contributi interessanti, in particolare dal Comitato di Quartiere Sant’Ambrogio e dall’Associazione Unitaria Pensionati (AUP)”. In quel testo, si specificava quali fossero le spese a carico degli utilizzatori e quelle a carico del Comune. “Gli assegnatari – recitava l’articolo 11 – sono tenuti a sostenere le spese per la gestione, in particolare quelle relative ai consumi di acqua ed eventualmente di energia elettrica. Per quanto attiene le spese sostenute dal Comune per le forniture, il rimborso delle stesse sarà effettuato con conguaglio annuo dei consumi effettivi. Gli attrezzi ed i materiali da lavoro impiegati sono a carico e ad uso privato degli assegnatari degli orti.
La manutenzione straordinaria degli orti compete all’Amministrazione Comunale. A titolo esemplificativo può consistere in sostituzione di recinzioni e staccionate, interventi sulle strutture e sugli impianti, manutenzione di pompe ed impianti comuni”.

In previsione c’è anche la possibilità di ampliare le aree destinate ad orti oggi concentrate nei quartieri del  Cascinetto, Zaist (nei pressi di via Caprera lungo la linea ferroviaria CR-MN), San Felice (nei pressi di via Caudana) e appunto zona Po, ma ulteriori aree potranno essere indicate dal Comune e non lasciate alle proposte dei singoli residenti. Molte le variabili da valutare prima di poter attrezzare un’area apparentemente adatta, prima fra tutti i costi di allacciamento all’acquedotto che si sono rivelati molto onerosi. In alternativa il Comune potrebbe valutare la realizzazione di pozzi anzichè l’allaccio all’acquedotto di Padania Acque.

g.biagi

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