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Stalking alla ex e raid
incendiario nel salone di
bellezza, 46enne dal gup

Il 24 aprile del 2013 il salone di bellezza e coiffeur “Fiorenzo e Anna”, tra via Garibotti e via dei Mille, davanti alla chiesa di Sant’Ilario, era stato dato alle fiamme. Di quel raid incendiario la polizia aveva sospettato quale presunto autore, Marco Betti, 46 anni, pluripregiudicato cremonese. Nel negozio lavorava la sua ex convivente, una coetanea di Cremona, che oggi lo accusa di stalking. Questa mattina la donna, davanti al gup Pierpaolo Beluzzi, si è costituita parte civile attraverso il suo legale Marco Soldi. L’uomo deve rispondere di stalking in relazione a furto in abitazione, estorsione e danneggiamento seguito da incendio. L’imputato è difeso dall’avvocato Luca Vaccari che sta valutando se chiedere il rito abbreviato o il patteggiamento. L’udienza è stata aggiornata al prossimo 13 marzo.

La coppia aveva convissuto per 15 anni, dopodichè il 46enne aveva cominciato ad ingiuriare, minacciare e molestare la sua ex compagna. Per l’accusa, il suo atteggiamento aggressivo e minaccioso avevano provocato nella donna “stato d’ansia, paura e un concreto e fondato timore per la propria incolumità”, tanto da costringerla a cambiare le proprie abitudini di vita quotidiana e a modificare gli orari di lavoro. Sempre da quanto contestato dalla procura, il 17 dicembre del 2012 Betti aveva telefonato ripetutamente al centro estetico dove la sua ex lavorava, inviandole pure continui messaggi via sms chiedendole insistentemente del denaro. Soldi che alla fine lei gli aveva dato (per un importo complessivo di 250 euro) con la speranza di farlo desistere dalla sua pressione psicologica. Il giorno dopo, il 18 dicembre, la donna aveva subito un furto all’interno della propria abitazione. Il 20 dicembre lui le aveva telefonato, confessandole di essere in possesso del suo computer e dei suoi documenti personali. La donna si era quindi vista costretta a cambiare la serratura della porta. Da casa, inoltre, usciva di nascosto per paura di incontrarlo. E ancora: il 4 gennaio del 2013 Betti si era presentato al salone di bellezza e alla presenza di alcune clienti aveva iniziato ad ingiuriare l’ex compagna. Solo grazie all’aiuto di alcune colleghe, lei era riuscita ad allontanarlo dal negozio. Quel giorno erano pure intervenute le forze dell’ordine che l’avevano accompagnata alla macchina, trovata con il parabrezza sfondato.

Il 24 aprile il negozio era stato dato alle fiamme. Secondo l’accusa, sarebbe stato proprio Betti, utilizzando due contenitori di plastica contenenti liquido infiammabile, ad incendiare il centro estetico. Accusa che l’imputato ha sempre respinto. Il negozio era stato preso di mira anche nei giorni precedenti con un’escalation di atti vandalici: sei vetrine distrutte con un tombino e tre molotov gettate all’interno del salone. Durante le prime fasi dell’intervento di polizia e vigili del fuoco, Betti si trovava al Sax Pub. A piedi aveva raggiunto il salone di bellezza e voleva entrare a tutti i costi nel negozio. Gli agenti lo avevano bloccato e l’uomo aveva reagito, pronunciando frasi oltraggiose e minacciose, scagliandosi contro due agenti di polizia che lo stavano identificando. Era finito in manette per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. A processo, era stato condannato a dieci mesi di reclusione.

Sara Pizzorni

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