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'Graziato' il parroco che
non si era presentato a
testimoniare. Tolta la multa

E’ stata revocata dal giudice Giulia Masci la multa nei confronti di don Mario Marinoni, 78 anni, parroco della chiesa San Paolo Apostolo di Soncino che nell’udienza del 20 febbraio, senza giustificazione, non si era presentato in aula per testimoniare, costringendo il magistrato ad un rinvio. Oggi don Mario era presente in udienza, e al termine della sua testimonianza ha chiesto di poter pagare la multa. “Perché la volta scorsa non è venuto?”, gli ha chiesto allora il giudice. “Ho una sorella anziana e quella volta è stata poco bene”, si è giustificato il parroco, che alla fine è stato ‘graziato’. Il giudice, che gli ha tolto la multa, gli ha comunque ribadito l’obbligo a presentarsi quando si è chiamati a testimoniare e ad avvertire in caso di impedimento. Nel processo, don Mario è parte offesa. Era stato proprio lui, due anni fa, a presentare ai carabinieri di Soncino querela contro ignoti per un furto messo a segno il 2 gennaio del 2015 nella chiesa di San Paolo, dalla quale erano spariti 5 calici di rame argentato con coppa dorata, 2 pissidi in rame argentato, un secchiello in ottone ed un’anfora in latta argentata. Secondo i carabinieri, l’autore del furto è Giovanni Fogazzi, 46 anni, di Orzinuovi, residente a Soncino. Era stato lui, per l’accusa, a scardinare la porta di ingresso laterale della chiesa, ad introdursi in sacrestia e a compiere il furto. “Sono oggetti del 1.800”, ha ricordato in aula don Mario, che però non ha saputo quantificarne il valore. Al parroco, i carabinieri, al termine delle indagini, avevano anche restituito parte della refurtiva. Al giudice, don Mario ha raccontato che la moglie e la madre dell’imputato si erano presentate da lui dopo essere state dai carabinieri. “Erano agitate”, ha detto il testimone, “mi hanno chiesto scusa”. “Quando è successo?”, gli ha chiesto il giudice. “Saranno passato uno o due giorni dalla denuncia contro ignoti che avevo presentato”. Al termine dell’udienza, per Fogazzi, difeso dall’avvocato Paolo Brambilla, il pm onorario Paolo Tacchinardi ha chiesto una condanna di un anno, sei mesi e 500 euro di multa, ma il giudice, dopo essersi ritirato in camera di consiglio, con un’ordinanza ha disposto di sentire la moglie dell’imputato. La sentenza, quindi, è slittata al prossimo 10 aprile.

Sara Pizzorni

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