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Emergenza nutrie, Fava:
'Le amministrazioni locali
devono lavorare insieme'

Più pressione sul ministero della Sanità, nuovi fondi e un protocollo strategico tra le amministrazioni locali interessate per pianificare gli interventi: queste le soluzioni emerse ieri durante la riunione sull’emergenza nutrie a Viadana, alla quale hanno partecipato circa 150 persone tra sindaci, rappresentanti delle amministrazioni locali e provinciali, organizzazioni sindacali agricole, ente parchi e consorzi di bonifica.

Oltre all’assessore Fava erano presenti il direttore generale dell’assessorato all’Agricoltura, Roberto Cova, il direttore generale dell’Unità organizzativa Veterinaria Piero Frazzi, il direttore generale dell’Ats Valpadana Salvatore Mannino. Dall’incontro è emersa chiara la necessità di agire in fretta, partendo dal territorio dell’Ats Valpadana, che abbraccia le province di Mantova e Cremona, dove la popolazione di nutrie è maggiormente sviluppata.

“Come Regione faremo nuovamente pressione sul ministero della Sanità, affinché sblocchi il milione di euro vincolato al randagismo per l’emergenza nutrie” ha detto l’assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia Gianni Fava. “Chiediamo agli enti e alle rappresentanze locali di esercitare pressione in tal senso, perché il problema è molto serio”.

Dal canto suo, la Regione metterà a disposizione parte dei fondi. “Credo che i 600.000 euro stanziati nel bilancio del 2016 saranno confermati anche nel 2017 – ha affermato Fava – e sarà mia cura proporre l’operazione al collega assessore Garavaglia nella revisione del bilancio di luglio. La novità rispetto al passato è che i fondi che metteremo a disposizione saranno stanziati con la modalità della compartecipazione: per ogni euro di Regione Lombardia chiediamo che la stessa cifra sia prevista anche da altri soggetti, siano essi i Comuni, le Amministrazioni provinciali, i sindacati agricoli, gli agricoltori, i parchi, i consorzi di bonifica”.
“Regione Lombardia si fa carico di un problema che afferisce ai territori – ha specificato l’assessore – ma non possiamo, in un’attività di coordinamento, inficiare le prerogative previste dalla legge. La pianificazione è provinciale e la competenza è delle Province. Non possiamo, quindi, modificare i piani, ma al massimo chiedere attraverso azioni di moral suasion che le Province si parlino fra loro e si uniformino i comportamenti a livello territoriale”.

Nei prossimi giorni Regione Lombardia provvederà a inoltrare a tutte le amministrazioni, organizzazioni e consorzi una proposta di protocollo strategico, in modo da pianificare una road map sugli interventi. “Fermo restando che mi aspetto che anche gli enti e le rappresentanze locali chiedano al ministero della Sanità lo sblocco dei fondi regionali per il randagismo, da impiegare per la lotta alle nutrie – ha spiegato Fava -. Anche perché se i fondi regionali arrivassero a 1,6 milioni di euro, con il meccanismo della compartecipazione potremmo contare su 3,2 milioni, una cifra cospicua”.

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