Cronaca
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Morbillo, già 13 casi in due mesi, copertura vaccinale al 92%

Già 13 i casi di morbillo registrati nel Cremonese dall’Ats ValPadana solo tra gennaio e febbraio 2017: dati preoccupanti, che si allineano a quelli di tutta la Lombardia, che proprio in questi giorni lancia l’allarme per una patologia che risulta coperta dal vaccino solo al 92% (che è comunque la copertura vaccinale più elevata a livello nazionale), mentre l’obiettivo sarebbe 95%. Cremona si allinea sulla stessa lunghezza d’onda: per il 2016 la vaccinazione antimorbillo-parotite-rosolia si è attestata al 92,7%, contro il 97% del 2013. In pratica, si è tornati ai livelli del 2009, quando era al 92,3%. Del resto preoccupa particolarmente il dato cremonese, calcolando che invece sul mantovano i casi sono stati 4 da gennaio a metà marzo.

I 13 casi registrati sul territorio cremonese riguardano infatti soggetti non vaccinati, ad esclusione di un soggetto vaccinato con una sola dose, mentre il ciclo vaccinale prevede 2 somministrazioni (una sola dose non garantisce la copertura degli anticorpi).

“Nonostante Regione Lombardia con il 92% nel 2016, abbia la copertura vaccinale più elevata a livello nazionale, considerato il nuovo picco endemico che dai primi mesi del 2017 stiamo registrando, abbiamo deciso di incrementare l’impegno per il raggiungimento del 95 per cento di copertura vaccinale a cui è legato l’obiettivo dell’Organizzazione mondiale della Sanità per l’eliminazione del morbillo congenito” afferma l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera, commentando l’allarme lanciato nei giorni scorsi dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, secondo cui la malattia infettiva nei primi mesi del 2017 ha subito una vera e propria impennata, con il +230% dei casi, ponendo l’accento soprattutto sulla riduzione delle vaccinazioni da parte delle famiglie nei confronti dei loro figli.

“Per questo abbiamo deciso di attivare un monitoraggio per verificare le coperture degli assistiti per singolo pediatra di famiglia attraverso un’analisi dei dati dei data base regionali. Questo consentirà al pediatra di mirare il rinforzo sui suoi assistiti e alle Ats di ragionare con l’Ordine dei Medici e i professionisti su quali misure mettere in campo” continua Gallera. “A differenza di altre malattie esentematiche – ha precisato l’assessore -, infatti, il morbillo fa parte di quel gruppo di patologie infettive che possono essere totalmente debellate se si riesce a raggiungere la percentuale del 95% di popolazione vaccinata. Per questo raccomando alle famiglie di bambini e adolescenti di aderire all’offerta vaccinale, totalmente gratuita, messa a disposizione dal nostro servizio sanitario”.

“Il più recente picco endemico nella nostra regione con 771 casi – ha spiegato l’assessore -, si è registrato nel 2013 mentre negli anni successivi i casi si sono stabilizzati tra i 100 e 200. A partire dallo scorso gennaio, invece, il numero di casi è aumentato nuovamente, e ad oggi siamo a quota 134 (63 a gennaio), (61 a febbraio), (10 a marzo). I picchi endemici sono ciclici e variano a seconda della percentuale di ‘suscettibili’, ovvero di persone non vaccinate e che non hanno contratto la malattia. Più questo numero aumenta, più l’intervallo tra un picco endemico e un altro si accorcia. Ne consegue che solo la presenza di un numero sempre maggiore di vaccinati possa evitare che la diffusione della malattia” conclude l’assessore.

In Lombardia il vaccino contro morbillo è offerto in forma di vaccino trivalente insieme alla vaccinazione antiparotite e anti rosolia. L’anti morbillo viene proposto a tutti i bambini al 13°-15° mese di vita (prima dose) e 5-6 anni (seconda dose).

Laura Bosio

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