Cronaca
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Al liceo Vida conferenza di sensibilizzazione sul fenomeno immigrazione

Si è svolta oggi al Liceo Vida, davanti a circa 200 studenti, la conferenza di sensibilizzazione sull’immigrazione, ideata dalla professoressa Alessandra Ardu e supportata dall’associazione di promozione sociale gli Amici di Robi, rappresentata dal segretario Paola Papi.
L’apertura dell’incontro, e? stata a cura della Preside d’istituto, Sig.ra Roberta Balzarini che ha ceduto poi la parola alla Sig.ra Simona Pasquali, Presidente del Consiglio Comunale, venuta in rappresentanza del Comune di Cremona. Entrambe hanno fornito lo spunto di riflessione da cui partire, ossia quello di ipotizzare cosa faremmo noi se, fra le citta? colpite dalle guerre, ci fosse anche la nostra.
A seguire Stefano Catone, autore del libro “Nessun paese e? un’isola”, ha spiegato agli studenti l’importante differenza tra “immigrato” e “rifugiato”, fornendo le motivazioni che spingono le persone ad allontanarsi forzatamente dal paese di origine. Ha inoltre spinto la curiosita? dei presenti ad andare sempre alla fonte dei dati per comprendere fino a fondo le proporzioni di questo fenomeno.
I dati riportano 65.3milioni di sfollati nel mondo, di cui 40.8milioni sono gli sfollati interni, 21.3milioni sono rifugiati e 3.2milioni richiedenti asilo. La meta? dei rifugiati proviene da 3 paesi: Siria, Afghanistan e Somalia, il 51% sono minorenni.
Nel 2015, 1.3milioni di persone hanno fatto domanda di asilo nei paesi della U.E., l’Italia si colloca al quinto posto con 84mila richieste.
E’ poi intervenuta Alessandra Abidin, studiosa di diritti umani e di relazioni internazionali, che ha raccontato la propria esperienza nelle zone colpite dalle guerre. Di ritorno pochi giorni fa da Mosul, in Iraq, ha mostrato le immagini della citta?, rasa completamente al suolo, che a poco a poco veniva liberata dall’Isis. Particolarmente toccanti le persone che fuggivano sia lungo la strada che in pullman colmi e i bombardamenti ancora in atto e nettamente udibili dal suo video. Proseguendo nel suo racconto ha descritto che spesso, chi non puo? fuggire si riunisce in bunker sotterranei composti da camere in cui si possono assembrare fino ad una cinquantina di persone. Capita, piu? frequentemente di quanto si pensi, che le forze armate, per liberare le citta?, colpiscano per errore questi bunker, andando ad incrementare esponenzialmente le vittime dei crimini di guerra, fra i quali i bambini e le donne occupano percentuali strazianti.
A chiudere l’incontro, Feras Garabawy, responsabile dei progetti della Onlus Speranza – Hope for Children che ha scelto un metodo alternativo per coinvolgere gli studenti, ossia fa provare ad alcuni ragazzi la sensazione di camminare sulla
ghiaia, sulla terra e nel bagnato a piedi nudi. La reazione e? stata unanime: il disagio provato in quei pochi secondi dell’esperimento e? stato protratto alle persone in fuga dal loro paese che davvero camminano scalzi per lunghissimi tratti. Tra i vari progetti di cui si occupa la Onlus, Feras si è soffermato sul progetto “Scuole della Speranza” al quale saranno devoluti gli incassi delle t-shirt provenienti dal “Tanta Robba Graphic Contest” promosso dagli Amici di Robi in collaborazione con le Botteghe del Centro.
Nei paesi in guerra piu? del 50% dei bambini non va a scuola perche? non viene considerata come emergenza ma come un progetto di sviluppo. La riflessione che ne consegue e? quella di vedere migliaia di bambini sopravvivere ma senza un futuro. Ad Hraytan, a 15 Km a Nord di Aleppo, ci sono 5 scuole bunker, che dividono le lezioni in piu? turni per cercare di gestire i numerosissimi bambini sopravvissuti e provenienti da tutta la zona, che ogni mattino accorrono sapendo che se faranno tardi dovranno aspettare il turno successivo.
Supportando l’istruzione di questi bambini si possono fornire loro possibilita? concrete di un futuro migliore.

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