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Accordo con A2A: Aem e i
soci di Lgh rispondono
all'Anticorruzione

I soci di Lgh hanno definito nei giorni scorsi le controdeduzioni alle obiezioni sollevate dall’autorità anticorruzione il 13 marzo sulla partnership con A2A. Quella che per l’Anac è a tutti gli effetti una compravendita di azioni, per i soci di Lgh è un accordo industriale che non necessitava di gara pubblica per essere portato a termine. Avvocati e consulenti dei cinque azionisti di Lgh (Aem Cremona e le consorelle di Rovato, Pavia, Lodi e Crema) hanno formalizzato le ragioni per cui è stata ritenuta legittima la trattativa privata.  Stretto riserbo sul documento inoltrato all’Anac entro i 30 giorni prefissati; si sa solo che negli ultimi giorni si sono intensificati gli incontri tra i soci Lgh e tra il Cda di Aem presieduto da Massimo Siboni e il sindaco di Cremona, azionista unico. E’ invece diventata in breve tempo di pubblico dominio la nota inviata dall’Autorità di Raffaele Cantone che in 18 pagine motivava come mai fosse necessario esperire una gara pubblica di livello europeo: il testo – su cui il segretario comunale Pasquale Criscuolo chiedeva il massimo riserbo – figurava sui banchi di gran parte dei consiglieri comunali nell’ultima seduta sull’argomento, il 3 aprile scorso.
Dalle parti di Aem comunque, si respira un’aria apparentemente tranquilla: gli effetti della nota Anac (non ancora un parere definitivo, che arriverà dopo il vaglio delle controdeduzioni, ma un passaggio istruttorio) non potranno avere effetti sull’accordo tra i due gruppi, formalizzato lo scorso agosto e che ha avuto tra l’altro come conseguenza il saldo del debito da 30 milioni che Aem Cremona aveva con Lgh e con le banche, tassello fondamentale del piano di risanamento. L’esito del procedimento potrebbe essere una sanzione, si parla comunque di una cifra irrisoria – 25mila euro a carico dei cinque soci di Lgh – quindi 5mila euro ciascuno. A carico di chi? Dei consiglieri comunali, che votarono la delibera di indirizzo politico che dava mandato al sindaco di approvare l’operazione Lgh-A2a? O del solo sindaco in quanto rappresentante giuridico dell’ente azionista di Aem? La cosa è tutt’altro che chiara e sarà matassa da sbrogliare per altri avvocati, visto che i consiglieri – almeno quelli di maggioranza che avevano approvato la delibera –  sempre nell’ultima seduta di consiglio non davano l’impressione di ritenersi responsabili di un illecito procedurale. E sembra molto difficile che, come afferma qualche forza politica d’opposizione, siano i cittadini attraverso bolletta a farsi carico dell’eventuale multa, dal momento che Aem, uno dei cinque destinatari delle contestazioni di Anac, non emette alcuna bolletta né per energia elettrica né per gas.
Intanto la sinistra continua la battaglia contro l’affidamento a privati dei servizi pubblici. Domani, mercoledì 12 aprile a Spaziocomune alle ore 21, iniziativa pubblica organizzata dal Comitato Acqua Pubblica Cremonese con la partecipazione del commercialista e revisore contabile Remo Valsecchi, attivista nella battaglia contro la privatizzazione dei servizi idrici, con il quale verrà ripercorsa la storia di quella che viene definita una “finta partnership” e verranno ipotizzate le conseguenze possibili dell’intervento dell’Anac.
g.biagi

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