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Monsanto riapre i battenti
dopo l'attentato. E' il quarto
episodio in 17 anni

Ha ripreso a lavorare oggi, mercoledì 19 aprile, il centro di ricerca Monsanto di Olmeta, dopo l’attentato di matrice eco-terroristica, dopo che i titolari sono riusciti a ripulire e sistemare quanto deteriorato dalle fiamme. L’attacco si era verificato nella notte di Pasqua, tra sabato e domenica, quando è scoppiato un incendio di natura dolosa all’interno della multinazionale del settore agroalimentare. A confermare la matrice ecoterrorista, seppure non vi sia stata per ora alcuna rivendicazione, è la scritta trovata sul muro della fabbrica: ‘Bayer-Monsanto matrimonio criminale. No Ogm’.

Si tratta del quarto attentato di questo tipo all’azienda in questione in 17 anni: nell’aprile del 2001 era toccato ai magazzini di Lodi, dove erano stoccati semi di soia e mais, che rimasero distrutti da un incendio doloso. Anche in quel caso era stata trovata una scritta: “Monsanto assassina – No ogm”. L’anno seguente, nel maggio 2002, gli ecoterroristi avevano colpito lo stabilimento di Madignano. Altri due anni dopo era invece toccato allo stabilimento della Syngenta Seeds spa a Casalmorano, sempre completo di scritta anti Ogm.

Intanto, mentre i carabinieri del Nucleo investigativo proseguono con le proprie indagini, i responsabili dell’azienda hanno stimato i danni riportati, che ammonterebbero a diverse centinaia di migliaia di euro: a finire distrutte nel rogo molte attrezzature per la ricerca. Inoltre l’incendio avrebbe danneggiato anche la cosiddetta ‘camera del freddo’, dove sono stoccati semi sperimentali.

lb

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