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Renziani e Orlandiani a
confronto: ecco chi si sfiderà
per l'assemblea nazionale

L'incontro di giovedi 20 aprile con Francesca Balzani

Saletta di SpazioComune affollata ieri pomeriggio per l’iniziativa del Comitato cremonese per Andrea Orlando nell’ambito del congresso Pd. Accanto a Francesca Pontiggia, membro di segreteria provinciale e tra i fondatori del comitato cremonese con Michel marchi, c’era l’ex vicesindaco di Milano Francesca Balzani, che ha illustrato le motivazioni alla base della candidatura Orlando: sanare le fratture sociali e interne al partito emerse dal referendum del 4 dicembre, recuperare la capacità di unirsi nei momenti difficili della vita della Repubblica; costruzione di un nuovo centrosinistra, con un Pd forte e plurale che faccia da perno per sconfiggere la nuova destra nazionalista; maggiore capacità di ascolto e di coinvolgimento di quanto dimostrato dal Pd negli ultimi anni di governo.

Questi i nomi dei candidati della provincia di Cremona per l’assemblea nazionale Pd. Mozione Orlando: Greta Savazzi, Michel Marchi, Maura Cesana, Paolo Bodini, Stefania Bonaldi, Maurizio Filippini.

Mozione Renzi: Luca Burgazzi, Velleda Rivaroli, Matteo Piloni, Elena Bernardini, Leone Lisé, Manuela Piloni.

Al di là delle dichiarazioni di sostegno alle tre candidature per la segreteria nazionale (quella di Michele Emiliano in Lombardia non ha ottenuto il numero necessario di voti per essere ammessa, ma c’è in ballo un ricorso) si susseguono in questi giorni gli interventi di esponenti nazionali sul valore di queste consultazioni, che in molti vedono falsate dal vantaggio mediatico che avrebbe l’ex premier Renzi. Il ministro delle Politiche Agricole, il lombardo Maurizio Martina, è intervenuto questa mattina a Radio Popolare: “266mila iscritti che hanno votato nei nostri circoli, non mi sembrano un fatto scontato in un periodo come questo. Guardiamo a cosa c’è fuori dal Pd, vediamo quanta fatica fanno tutti i soggetti politici, anche quelli più orientati verso la partecipazione come il Movimento cinque stelle. Guardiamo a Monza, dove il candidato sindaco è stato votato da venti persone, o ai tentativi di ‘comunarie’ a Genova … Pur con varie difficoltà, il Pd rimane pur sempre l’esperienza più solida, più avanzata in fatto di coinvolgimento, sulla scena politica italiana”.  Sul tema dell’esito scontato a favore di Renzi, Martina (il cui nome è affiancato a quello dell’ex premier nella corsa alla segreteria) si dice certo che “noi siamo l’esatto contrario di un partito personalizzato. Vedete per caso un partito più plurale del nostro? C’è pluralità nel M5S, nella Lega, in FI? Noi stiamo facendo un lavoro credo utile non soltanto al Pd, ma a tutto il Paese”.

Alla domanda se sia interessato ad una candidatura alla presidenza della Regione Lombardia (si vota l’anno prossimo) Martina ha glissato: “Il centrosinistra e il Pd in Lombardia hanno tutte le condizioni per giocarsi una partita alternativa rispetto a chi ha governato finora. Nel mio piccolo per quel che potrò, darò una mano”, approfittandone piuttosto per rimarcare la valenza puramente propagandistica del referendum sul ‘federalismo differenziato’ che i presidente Maroni sta rilanciando in queste ore, che costerebbe alla Lombardia ben 46 milioni.

g.biagi – s.bacchetta

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