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Crisi Apa, Comune
e Provincia: 'Andare oltre
ogni logica di parte'

Anche amministrazione comunale e provinciale intervengono sulla crisi di Apa Cremona, commissariata pochi giorni fa. “La crisi che si è aperta con il commissariamento dell’Associazione Provinciale Allevatori ci preoccupa fortemente, perché Apa è una delle associazioni più rilevanti del settore zootecnico e, come è noto, zootecnia ed agroalimentare sono assi portanti dell’economia del nostro territorio” evidenziano Gianluca Galimberti e Davide Viola

“Ci auguriamo che, andando oltre ogni logica di parte, si chiarisca al più presto la situazione che si è venuta a creare in modo così repentino, il suo prolungarsi  potrebbe infatti avere conseguenze non solo sul comparto interessato, ma sull’intero sistema Cremona. Auspichiamo pertanto, fiduciosi, un rapido e pieno chiarimento perchè  in un momento economico così delicato è fondamentale lavorare insieme: istituzioni e forze economiche e sociali per la crescita e il rilancio del nostro territorio”.

Intanto anche Coldiretti torna a intervenire, nelle parole della federazione Regionale, che si scaglia contro le dichiarazioni lasciate dal Presidente della Libera Agricoltori di Cremona, definendole “Una reazione scomposta e irrazionale”.

“Il commissariamento – precisa la Coldiretti regionale – è stato deciso dall’Associazione Italiana Allevatori, un ente tecnico ed economico, e non da un’Organizzazione di rappresentanza sindacale. Alla base di questo atto straordinario, che avrà durata breve e prestabilita, ci saranno senz’altro motivazioni importanti che attendiamo di conoscere. Di queste sono preoccupati gli allevatori, non tanto del commissariamento in sé come invece sostenuto dal quotidiano di Cremona in ricostruzioni che dimenticano di dare spazio al contraddittorio. 

Gli allevatori hanno diritto di sapere come è stata amministrata l’Apa, come stanno i conti, cosa è stato fatto sulla gestione a fronte della riduzione delle risorse pubbliche che contribuiscono allo stato del patrimonio. In questa fase – osserva la Coldiretti – converrebbero più prudenza e moderazione nelle dichiarazioni. Solamente quando saranno note le motivazioni si capirà se il “vulnus per l’economia locale” è rappresentato dal commissariamento o da una situazione in Apa che probabilmente andrebbe invertita per la stessa sopravvivenza dell’associazione e dell’attività a favore degli allevatori cremonesi. 

A chi urla in difesa di un localismo inconsistente preferiamo chi dice, come lo stesso Presidente di Apa Cremona che ben conosce la situazione, che non ci sono dichiarazioni da fare in assenza di elementi di riferimento chiari e precisi. E che dire poi degli appelli che giungono da chi non conosce il sistema allevatoriale, da chi non ha mai fatto nulla per difenderlo e valorizzarlo, e da chi nel mondo agricolo ha fatto di tutto per indebolirlo. 

L’accusa, mossa da Renzo Nolli dalle pagine del suo giornale, secondo cui l’Aia ispirata da Coldiretti avrebbe commissariato l’Apa di Cremona perché guidata dalla Libera non corrisponde alla realtà. Lo dimostra il fatto che lo stesso provvedimento è stato preso contemporaneamente nei confronti di un’altra Apa lombarda guidata da Coldiretti. Si interviene, come è giusto che sia, dove le cose non vanno. 

I sindacati che chiedono un incontro al Ministro – conclude la Coldiretti Lombardia – hanno tutto il diritto di farlo, ma non si difendono i posti di lavoro chiudendo gli occhi su chi produce da tre anni bilanci con perdite consistenti. Più utile sarebbe stata se la richiesta dell’incontro alle istituzioni del Paese fosse stata fatta a tempo debito, per sbloccare quelle linee di finanziamento ancora oggi bloccate a causa del mancato accordo sul tavolo della Conferenza Stato Regioni. 

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