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Nuovi dirigenti Ats Valpadana,
a Cremona 5 poltrone
su 6: la protesta di Mantova

Mantova lasciata in secondo piano in seno all’Ats Valpadana. A dare voce alla protesta è la Gazzetta di Mantova, che racconta come le ultime nomine ai vertici dei nuovi dipartimenti abbiano visto cinque medici cremonesi contro uno solo mantovano. Con il decreto numero 145 del 20 aprile il direttore generale Salvatore Mannino, ha assegnato gli incarichi a sei direttori di dipartimento: di questi cinque provengono dall’ex Asl di Cremona mentre uno solo da quella di Mantova.

I nominati nei sei dipartimenti sono: Anna Marinella Firmi al dipartimento di igiene e prevenzione sanitaria (in precedenza era direttore della struttura complessa servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dell’Asl di Cremona e Crema); Gianmarco Brunelli al dipartimento Cure Primarie (stesso incarico che ricopriva a Cremona); Enrico Bolzoni al dipartimento per la programmazione, accreditamento, acquisto delle prestazioni sanitarie e sociosanitarie (già dirigente dello stesso servizio a Cremona); Lorella Biancifiori al dipartimento amministrativo di controllo e degli affari generali e legali (era dirigente agli affari generali a Cremona); Laura Francescato al dipartimento della programmazione per l’integrazione delle prestazioni sociosanitarie con quelle sociali (era direttore della struttura servizio fragilità sociale a Cremona); Loris Zaghini al dipartimento veterinario e sicurezza degli alimenti di origine animale, incarico che ricopriva anche in precedenza. Un sesto dirigente cremonese, Maurilio Giorgi, è stato infine nominato a capo dell’area coordinamento tecnico territoriale veterinario, nuovo servizio previsto negli organigrammi delle Ats.

Come sottolinea la Gazzetta di Mantova, un’organizzazione che pende molto in favore di Cremona, penalizzando Mantova. Anche il direttore amministrativo Giuseppe Albini prima di approdare a Mantova era direttore amministrativo a Cremona, così come il direttore generale di Cremona, Mannino, che arriva dalla città del Torrazzo. Insomma, i mantovani temono uno squilibrio nei posti di comando: a loro la sede legale, a Cremona tutte le poltrone che contano.

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