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L'Aem mette in vendita tutto
Nessun compratore per le
torri delle telecomunicazioni

Invendute le ‘torri’ ad uso telecomunicazioni, di proprietà Aem, che erano state messe all’asta nell’ambito del piano di risanamento. La seduta di gara del 21 aprile è andata deserta, nessuna offerta per l’acquisizione delle infrastrutture da cui l’azienda presieduta da Massimo Siboni intendeva ricavare 1,5 milioni di euro. Le torri sono vincolate fino al 2038 a LineaCom, che ne ha pieno utilizzo per un canone di 250mila euro l’anno.

Le torri sono solo l’ultima delle infrastrutture che Aem mette in vendita. Sul mercato ci sono anche l’ex bocciodromo di via Gadio, dietro a Palazzo Raimondi, 720 mq; il fabbricato della stazione dei bus di via Dante, dove si trovano biglietteria, bar, locali commerciali e appartamenti; persino la sede storica di viale Trento e Trieste. Un processo di dismissioni che si lega sia alla necessità di far cassa, sia allo smantellamento delle funzioni svolte dalla società patrimoniale del Comune, un tempo gestore unico di tutti i servizi pubblici locali, a cui oggi sono rimasti soltanto i parcheggi.  La compravendita degli immobili è stata affidata ad un intermediatore. Il piano di risanamento dai 100 milioni di debito accumulato da Aem Spa, avviato da un paio d’anni e culminato con la vendita delle azioni Lgh ad A2A lo scorso agosto, ha già visto molte altre dismissioni: dalla quota di Km, la società di trasporto pubblico, ora interamente privatizzata, alla cessione del ramo idrico a Padania Acque, fino alla retrocessione dell’illuminazione pubblica al Comune. Aem inoltre non svolge più nemmeno i servizi strumentali (in perdita) che ha sempre effettuato per il Comune, ossia asfaltature, manutenzioni stradali, semafori.

g.biagi

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