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Strepitoso Morelenbaum con jazz carioca arricchito di samba e bossa nova

Uno strepitoso terzo bis con l’arcinota “Samba di una nota sola” (“Samba de Uma Nota Sò”) scritta nel 1960 da Antonio Carlos Jobim ha chiuso il primo concerto della terza edizione di CremonaJazz all’Auditorium Giovanni Arvedi del Museo del Violino. Una esibizione di altissimo livello per Jacques Morelenbaum e il suo Cello Samba Trio, una delle attrazioni mondiali del jazz brasiliano infarcito di samba e bossa nova dando così campo a una musica struggente e suggestiva che ha incantato l’Auditorium. E Morelenbaum, forse il più grande violoncellista jazz in circolazione, con Lula Galvao alla chitarra acustica e un ottimo Rafael Barata alla batteria, ha fatto vivere al pubblico cremonese una serata indimenticabile, alternando sue composizioni a quelle dei grandi maestri brasiliani con cui ha suonato: Joao Donato, Caetano Veloso, Vinicius de Moraes, Jobim e Gilberto Gil (“Il nostro grande ministro della cultura brasiliana”) con cui ha aperto il concerto. Molto suggestiva anche la “Ricetta di samba” di Jacob do Bandolim o “Sambou, Sambou” di Joao Donato che hanno fatto la storia della musica brasiliana dagli anni ’50 in poi.

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