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Disertata la messa del Duce,
ma non il corteo alla tomba
del Ras. Saluto romano

Per protesta contro il Comune e la Curia, poche persone questa mattina hanno preso parte alla messa celebrata in occasione dell’anniversario della morte di Benito Mussolini e Roberto Farinacci e nel ricordo dei caduti della Repubblica sociale italiana. Quattro i simpatizzanti che hanno presenziato in chiesa alla cerimonia officiata da don Giuseppe Ghisolfi; molti di più, un gruppo che via via è andato aumentando fino a raggiungere più di trenta persone, i nostalgici (arrivati anche dalla Francia e dalla Spagna) che hanno atteso la fine della cerimonia per rendere omaggio alla tomba di Farinacci e a quella dei caduti.

Finita la messa, senza omelia, il portavoce del Comitato onoranze funebri caduti cremonesi della RsI Gian Alberto D’Angelo ha tenuto un discorso davanti alla chiesa, invitando a disattendere i divieti del sindaco Gianluca Galimberti di esporre simboli fascisti e fare il saluto romano:  “Ci chiamano giullari o anacronistici – ha detto D’Angelo  –  ma siamo qui a commemorare i nostri fratelli. La Diocesi di Cremona ha rifiutato di benedire e pregare per i nostri caduti, abbiamo contattato diversi sacerdoti, ma per ordine della Curia neppure don Oreste Mori, che aveva dato risposta affermativa, ha potuto fare questo gesto cristiano. Per questo abbiamo disertato la funzione religiosa. Il sindaco ha vietato il saluto fascista e l’esposizione di bandiere, ma io me ne frego del sindaco e di questa giunta di sinistra”.

La scarsa partecipazione alla messa commemorativa è stata infatti considerata una forma di protesta contro il divieto, imposto quest’anno dalla Curia e dal Comune, di celebrare messa ed impartire la benedizione sul sepolcro del ras di Cremona. No anche l’esposizione di simboli fascisti. La prescrizione, all’inizio, è stata rispettata, ma poi, accanto alle corone di fiori, una bandiera della Repubblica di Salò è stata affissa ad una delle colonne all’ingresso della chiesa. Il Comune aveva vietato anche i saluti romani e i canti. Come si è visto, è andata diversamente.

L’esposizione delle bandiere e i saluti romani saranno l’oggetto di una relazione che verrà stilata dalla Digos e dalla polizia locale, presenti durante l’intera mattinata insieme ai carabinieri, dopodichè, insieme alla procura si valuterà se possano sussistere elementi di reato.

Sara Pizzorni – Giuliana Biagi

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Commenti
  • Stante59

    Il XXV aprile dovrebbe essere giornata di Riconciliazione nazionale in ricordo di tutti i caduti.

  • Italiana

    Poveri umuncoli