Cronaca
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Ponte Verdi, summit a San Daniele: lavori avanti tutta

Si è svolto nel primo pomeriggio di mercoledì,  a San Daniele Po, il summit sui lavori sul ponte “Verdi”, alla presenza del Presidente della Provincia di Cremona, Davide Viola, il
presidente della Provincia di Parma, Filippo Fritelli, il sindaco di San Daniele Po, Davide Persico, il sindaco di Roccabianca, Marco Antonioli, il sindaco di Polesine-Zibello, Andrea Censi, dirigenti, tecnici e funzionari delle due province (per l’ente provinciale cremonese presenti il Coordinatore Massimo Placchi ed il dirigente di settore Patrizia Malabarba) oltre a Francesca Picasso portavoce del comitato dei Cittadini per il ponte Giuseppe Verdi.

Nel corso della riunione il presidente della Provincia di Cremona, Davide Viola, ha illustrato l’iter dei lavori appaltati e progettati dalla Provincia di Cremona con un finanziamento interamente a carico di Regione Lombardia (pari a 1,8 milioni di Euro). Nello specifico, si tratta di un primo lotto di lavori di risanamento conservativo dell’intera infrastruttura, necessario per contrastare il fenomeno di degrado conseguente alle infiltrazioni di acqua piovana in corrispondenza dei giunti trasversali.

Dal 2 maggio, come da cronoprogramma, l’infrastruttura è stata chiusa al traffico.Una chiusura che, fa sapere l’amministrazione provinciale, era necessaria per tre motivi: innanzitutto per ragioni di sicurezza, in quanto la struttura si prefenta fortemente ammalorata; in seconda istanza perché per riuscire a posizionare i nuovi giunti il traffico deve essere completamente sospeso; in terzo luogo, si cerca di rallentare il degrado della struttura.

“Ancora prima degli eco sui mass media, la Provincia di Cremona si era già attivata per il risanamento di competenza” ha precisato Viola. “Con Regione Lombardia ci siamo impegnati, ora tocca anche ad altri”. Il riferimento implicito è all’amministrazione provinciale di Parma, a carico della quale pende l’intervento più significativo, quello sui piloni, che sono in condizioni ormai moltro precarie. Sarà quello l’intervento risolutivo, che però ha un costo stimato di 10 milioni.

“Il confronto è servito per fare chiarezza, non si possono sostituire i giunti se non in totale chiusura, garantendo la sicurezza, proprio per la tipologia dell’intervento medesimo” ha concluso Viola. “Teniamo presente che ci muoviamo anche all’interno di un contesto di appalti pubblici con i propri iter e procedure rispetto alla legge vigente in materia”.

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